Auto, dopo la crisi dei chip ora c’è quella del vetro: tempi di attesa infiniti per la consegna del nuovo

Una crisi dopo l’altra sta colpendo il settore delle auto e non solo, tutto questo anche a causa della pandemia oltre che della guerra. 

crisi del vetro
Crisi del vetro – motori.news

Dopo la pandemia quindi a partire dal 2019 è successo di tutto. Prima c’è stata la crisi dei chip e adesso ci prepariamo ad affrontare quella del vetro.

I prezzi sono sempre più alti, ma non si tratta soltanto di costi perché quello che si sta per verificare è il crollo della produzione di cristalli e di vetri, compresi quelli delle auto che ovviamente senza parabrezza e finestrini non possono circolare.

Cosa sta succedendo nel mercato delle auto e cosa hanno scatenato la guerra e la pandemia

Se fino ad ora si è parlato della necessità di dover rinunciare ai chip montati nelle auto più moderne, che significa dover dire no agli strumenti digitali nuovi, ai sistemi di assistenza alla guida ecc, ovvero nulla di veramente fondamentale, ora si parla di dover attendere molto di più perché le auto siano messe in vendita.

Trovandosi in difficoltà, le aziende che non hanno a propria disposizione il vetro per completare la produzione delle auto in fabbrica, queste non vengono immesse nel commercio come si dovrebbe allungando i tempi. Quel che si rischia in poche parole è un taglio alla produzione che non solo va a dilatare i tempi di consegna ma aumenta anche i prezzi.

Probabilmente la crisi del vetro ha a che fare con la guerra Russia Ucraina perché in qualche modo sono stati interrotti i rifornimenti da entrambi i Paesi. Di conseguenza le aziende sono andate in sofferenza, il riferimento non va fatto soltanto per il comparto delle auto ma per tutti gli altri settori.

auto-Motori.news

Il riciclo del vetro e l’economia circolare in Italia

Per quanto riguarda il tema prezzi, ad essere aumentati sono sia i costi del vetro, che quelli del trasporto che ovviamente quelli del prodotto finito. L’Italia si rifornisce da grandi produttori mondiali, infatti il nostro Stato è il terzo compratore al mondo. Da alcuni Paesi viene acquistato vetro senza logo che viene poi usato per sostituire i vetri rotti.

I vetri rotti invece vengono riutilizzati per la produzione di vetro riciclato, il che significa che è tutto un giro. Lo scorso anno con questo sistema di riciclo del vetro l’Italia ha prodotto 2,5 milioni di bottiglie creando un’economia circolare importante. Purtroppo però la situazione attuale non fa altro che  porre in allarme i consumatori e gli automobilisti che ben presto probabilmente dovranno rinunciare a qualcos’altro di più.