Il governo non intende fare un passo indietro sul bollo auto. No, non stiamo parlato della questione che interessa le auto storiche “ventennali”, bensì ad una novità, se così possiamo definirla, che riguarda tutti i cittadini residenti in Italia.

Può capitare, purtroppo, di perdere per sempre un familiare e portarsi dietro debiti nei confronti dello Stato. Se, per esempio, un soggetto, prima di morire, non aveva ottemperato al pagamento del bollo auto, il problema si ripercuoterà sugli eredi, “costretti” a saldare l’imposta sui veicoli. Gli eredi, infatti, sono responsabili per i tributi della persona deceduta.

Tutto questo accade per un motivo ben preciso: il bollo auto, infatti, è una tassa a tutti gli effetti che deve essere ugualmente dovuta anche dopo la morte del caro parente. Ovviamente, al netto delle eventuali sanzioni amministrative scaturite per la mancata corresponsione proprio come afferma l’articolo 7 della legge numero 689/1981: “l’obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione non si trasmette agli eredi”.

Infine, se per caso la persona in questione, prima della sua morte, aveva ricevuto una o più cartelle esattoriali, l’erede designato deve immediatamente inviare, ad esempio ad Equitalia, il certificato di morte del de cuius e la documentazione necessaria per la sospensione del debito accumulato. In caso di mancato invio di tali documenti, l’erede dovrà pagare il tutto o battagliare chiamando in causa la giustizia.

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