La tassa rappresenta una delle questioni più spinose per la maggior parte degli italiani

Per tutti i possessori di veicoli, il bollo auto rappresenta una delle questioni più spinose. Il motivo? Il suo pagamento, per alcuni inutile specialmente in questo periodo di crisi economica.

Sull’argomento, però, arriva una notizia che, forse, tranquillizzerà la maggior parte dei cittadini. La Cassazione, con la sentenza numero 20425/2017, ha praticamente confermato la prescrizione del bollo auto dopo 3 anni dal ricevimento della cartella esattoriale. Una decisione, quella della Corte suprema, che elimina, di fatto, il provvedimento di varie Regioni italiane, secondo cui la prescrizione deve avvenire solo dopo 10 anni.

Ricordiamo che i tempi della prescrizione, ossia 3 anni, iniziano a partire dal primo gennaio dell’anno seguente alla data di scadenza del bollo auto. In soldoni, i cittadini che riceveranno la cartella esattoriale possono presentare ricorso entro 60 giorni dalla data della notifica, purché la stessa notifica arrivi 3 anni dopo la data del pagamento della tassa. Il ricorso può essere presentato presso la Commissione Tributaria Provinciale.

Per chiarezza, la prescrizione si calcola seguendo queste esempio: Un bollo auto che scade nel dicembre 2014, andrebbe pagato entro il 31 gennaio del 2015. Se la tassa non viene saldata, il tempo per calcolare la prescrizione inizierà dal 1 gennaio 2016, per poi scadere a dicembre 2018. Se gli Enti preposti alla riscossione, fanno pervenire la notifica di pagamento entro la data menzionata poc’anzi, la prescrizione sarà nulla. Discorso diverso se il medesimo avviso per il mancato pagamento arriva oltre il 31 dicembre 2018. Infatti, dal 1 gennaio 2019 il cittadino non dovrà più pagare il vecchio bollo.