Dopo più di tre anni, le polemiche, riguardanti il provvedimento introdotto dal Governo per i cosiddetti “mezzi storici”, non accennano a placarsi. Fino a poco tempo fa, infatti, bastava che un veicolo avesse almeno 20 anni di età per definirsi “d’epoca”, con nessun pagamento del bollo auto-moto in tutta la sua totalità.

Dopo l’estate del 2014, però, qualcosa è cambiato, ma in negativo a causa di quello contenuto nella Legge di stabilità. Potete farvi un’idea su tutto ciò che ha provocato questo impoverimento, soprattutto a causa dei comportamenti della politica e tutto ciò che ne consegue. Tralasciando tutto questo, possiamo affermare che la cancellazione del bollo agevolato per i mezzi con meno di 30 anni di età ha portato all’apertura della crisi per il settore storico dei veicoli. La mossa del Governo è stata chiara: introdurre questo nuova disposizione per recuperare circa 20 milioni di euro, che equivalgono allo 0,05% del valore dell’intera operazione finanziaria. Una decisione che, come scritto in precedenza, ha provocato un diffuso malcontento soprattutto tra i possessori di mezzi “datati”.

Su questo argomento, qualche giorno fa, Angelo Sticchi Damiani, Presidente Automobile Club d’Italia ha voluto dire la sua, aprendo, per certi versi, alla strada della soluzione. Ecco le sue parole, tratte dall’Ansa, nel corso della conferenza stampa di presentazione della 34/a edizione del “Salone Auto e Moto d’Epoca 2017” di Padova: “Bisogna riordinare il bollo auto per le vetture ultra ventennali veramente storiche che ogni anno aumentano di circa mille unità: vanno tutelate solo queste, esentandole dal pagamento del bollo auto anche perché tutte le altre circolanti ogni giorno sono inquinanti, poco sicure e dannose per l’ambiente”.

Concetti rilevanti e significativi che potrebbero nuovamente cambiare, ma in positivo, l’intero comparto dei veicoli storici e punire i cosiddetti “furbetti”.