Il provvedimento dell'allora governo Renzi, di fatto, uccise un settore florido in grado di dare slancio all’economia italiana

Dopo quasi quattro anni dall’approvazione della Legge di Stabilità 2015, avvenuta nel dicembre 2014, la questione bollo mezzi storici è tornata nuovamente alla ribalta. Soprattutto, dopo la recente tornata elettorale, molti appassionati si sono chiesti se la decisione di eliminare totalmente l’esenzione per tutte quelle auto dai 20 ai 29 anni di età può essere rivista, anche parzialmente.

Il provvedimento del dell’allora governo Renzi, di fatto, uccise un settore florido in grado di dare slancio all’economia italiana, facendo sparire, inoltre, molte officine e tappezzieri impegnati in lavori di restauro dei mezzi “datati”. Nel 2016, l’allora presidente dell’Asi (Automotoclub storico italiano) Roberto Loi, con le seguenti parole riportate da ilgiornale.it, si era detto molto preoccupato della situazione venutasi a creare: “Nel 2015 abbiamo perso 50.000 dei nostri 214.000 soci. E quest’anno la situazione non è cambiata: un altro 7% ci ha già lasciati. Prevedo che, al 31 dicembre, un ulteriore 3% farà lo stesso. La decisione –affermava Loi- del governo è iniqua, visto che l’erario incasserà molto meno di quanto ha stimato, proprio perché molte auto vengono rottamate oppure vendute. Una vera beffa che sta decimando e distruggendo un autentico tesoro. E il gettito stimato dal fisco, circa 78,5 milioni, si ridurrà solo a qualche briciola”.

Dunque, già due anni fa la situazione era difficile anche in virtù del fatto che molti appassionati italiani avevano venduto i propri mezzi a “colleghi” stranieri, specialmente cinesi. Tuttavia, dopo le varie proteste di possessori di , avvenute nei mesi scorsi, oggi si potrebbe aprire uno spiraglio per il ripristino delle agevolazioni. Infatti, con un governo composto da Movimento 5 Stelle e Lega, l’esenzione non sarebbe da scartare.

A rafforzare questa tesi c’è il lavoro di alcuni appartenenti alle due fazioni politiche. Ricordiamo la battaglia del Consigliere M5S della Regione Umbria, Pietro Smargiassi, che il 22 gennaio 2015 presentava una risoluzione per chiedere la modifica del provvedimento citato in precedenza. Dello stesso avviso era stato anche Sebastiano Barbanti, Deputato “grillino” che, lo scorso 5 febbraio 2015, chiedeva al Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, di cancellare gli effetti della norma relativa dell’allora Legge di Stabilità. Recentemente, a maggio 2017, il Senatore della Lega, Stefano Candiani, durante un’iniziativa di protesta del Club Umbro Automotoveicolo d’Epoca, sulla delicata questione, chiosava (frasi tratte dal sito tuttoggi.info): “Quella sera quando fu approvata la legge di stabilità del 2015. Tant’è che fu posta la fiducia e la manovra fu approvata alle 6.41 del mattino. Il passo successivo fu la legge elettorale che poi fu dichiarata incostituzionale. In nessun sistema è prevista la retroattività sulle leggi. Su queste cose dovete arrabbiarvi”.

Quindi, Movimento 5 Stelle e Lega sarebbero d’accordo per l’eliminazione del anche per i veicoli storici ventennali (dai 20 ai 29 anni di età) tornando, di fatto, a far respirare un settore importante. Per sapere come si evolverà la situazione, tuttavia, non ci resta che attendere il nuovo governo.