L’Italia è un Paese meraviglioso. Buon cibo, sole, mare, paesaggi stupendi ma anche abbastanza discutibili. Dopo aver “smascherato” cosa recita l’articolo 155 del Codice della strada (“Il livello sonoro dentro l’abitacolo infatti non può essere superiore a 60 dB (livello prodotto da un climatizzatore per auto molto rumoroso), misurati con un microfono posto a 10 cm dall’orecchio del guidatore, con portiere e finestrini chiusi”) relativo all’ascolto dell’autoradio all’interno di un veicolo, andiamo a vedere un’altra norma, questa volta del Codice Penale, forse ai più sconosciuta, che interessa anche gli .

L’articolo 724, infatti, prevede quanto segue: “Chiunque pubblicamente , con invettive o parole oltraggiose, contro la divinità è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309. La stessa sanzione si applica a chi compie qualsiasi pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti”. In poche parole, anche gli automobilisti, , o qualsiasi altra persona alla guida di un mezzo, “sorpresi” a bestemmiare, rischiano una sanzione amministrativa molto salata. Nonostante la depenalizzazione del reato, avvenuta il 30 dicembre del 1999 con l’articolo 57 del dl numero 55, il pericolo di ricevere una dagli organi preposti è elevato.

A conferma di quanto scritto, citiamo due episodi. Nel 2015, un ragazzo all’interno della sua auto, spazientito per la lunga coda di veicoli sulla strada, urlò a voce alta una frase dai toni poco “rispettosi”. Un gesto notato da una pattuglia e che costò, allo stesso giovane, una sanzione pecuniaria di 102 euro.. Il 1° novembre del 2017, invece, un gruppo di ragazzi della provincia di Trento, fu multato per aver proferito parole poco “gentili” nei confronti dei defunti.

Ai più può sembrare una legge strana, ma quando vi arrabbiate mentre state guidando, ricordatevi di non usare parole oltraggiose. Al massimo, prendetevela con chi, ad esempio, non si comporta bene sulla strada, ma limitatamente perché rischiate una querela per diffamazione. Oltre al danno la beffa…