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Continua a macchia d’olio la terribile emergenza Coronavirus, che proprio nella giornata di ieri l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha proclamato pandemia globale. Per il momento nel mondo della Formula 1 non ci sono casi confermati, ma ci sono alcuni sospetti all’interno del paddock.

Coronavirus: alcuni team in sospetto, compresa Ferrari

Negli ultimi giorni si è parlato di un ingegnere della McLaren e quattro della Haas (precisamente un ingegnere e tre meccanici) che hanno manifestato i sintomi di questa malattia. Il team principal della scuderia statunitense, Gunther Steiner, in una recente intervista rilasciata ai microfoni del quotidiano ‘Blick’ ha invitato a mantenere la calma e di prestare molta attenzione, in quanto al momento si è in grado di gestirla.

Nella giornata odierna anche la Williams avrebbe confermato il sospetto di un caso, ma non solo la scuderia britannica, le voci di corridoio parlano di casi sospetti anche per quanto riguarda alcuni membri dello staff AlphaTauri e Ferrari. Le persone sospette sono state messe immediatamente in quarantena e sono in attesa di essere informati sull’esito dei tamponi effettuati. Qualora la risposta dei risultati dovesse essere positiva (quindi che c’è conferma di essere affetti da Coronavirus), la Formula 1 rischierebbe davvero tanto e potrebbe subire delle importanti conseguenze.

Il paddock è molto spaventato

Buona parte dei membri delle varie scuderie e addetti ai lavori avrebbero dato la colpa alla FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile) e a Liberty Media (azienda statunitense che detiene la maggioranza delle azioni nel congresso di amministrazione), in quanto non avrebbero informato in tempo né sarebbero intervenuti in merito a tale emergenza. A quanto pare persino la Grand Prix Drivers Association, sindacato dei piloti, avrebbe mostrato tutto il suo rammarico e la sua rabbia nei confronti di ciò che circola.

Il pilota della Red Bull, Alex Albon, sostiene che il problema sia serio. Anche Cyril Abiteboul, boss della Renault, ha dato ragione al pilota ed ha così continuato le sue dichiarazioni ai microfoni di ‘Canal Plus’:

“Dobbiamo stare molto attenti al messaggio che lanciamo, il nostro compito è di essere dei modelli. Dobbiamo trovare un equilibrio tra una risposta appropriata e attenta e il principio che lo spettacolo deve andare avanti. Se non sei preoccupato, vuol dire che vivi in un altro pianeta. Era inevitabile che la Formula 1 fosse coinvolta dal coronavirus. Ovviamente voglio correre, ma non a qualsiasi prezzo”.

Dal momento in cui verrebbe confermato anche solo un caso di Coronavirus nelle persone sospette e sottoposte a tampone, ci sarebbe la possibilità che molte fabbriche chiuderanno. Un membro della scuderia Alfa Romeo avrebbe spiegato che gli ingegneri potrebbero lavorare da casa, ma per la produzione questo non sarà possibile. Il direttore sportivo della Renault, Alan Permane, dichiara che la situazione è monitorata ogni ora. Lo scenario che preoccupa maggiormente, però, è che la stagione 2020 di Formula 1 possa giungere al termine solamente dopo due Gran Premi.