Domenica scorsa, prima che iniziasse il Gran Premio d’Austria, tappa inaugurale della stagione 2020 di Formula 1 post Covid-19, per questioni sportive e soprattutto politiche, si è deciso di schierare i piloti sul rettilineo e scattare una foto contro il razzismo. Tutti hanno indossato una t-shirt con su scritto lo slogan “End Racism” (ossia basta al razzismo). Lewis Hamilton, tra quelli più attivo nella lotta contro i temi antirazziali, ha indossato una maglietta con su scritta la nota frase ‘Black Lives Matter’.

F1 antirazzista, tutti i piloti in ginocchio eccetto sei

I piloti, poco prima della gara del Red Bull Ring, hanno deciso di scattare la foto inginocchiandosi, ma anche in questo caso non sono mancate le polemiche. Difatti, ben sei piloti hanno scelto di restare in piedi. Tra questi Charles Leclerc, Max Verstappen, Antonio Giovinazzi, Daniil Kvyat, Carlos Sainz e Kimi Raikkonen. La scelta di non inginocchiarsi non è stata presa solo da questi piloti di F1, molti sportivi di ogni parte del mondo hanno deciso di non aderire facendo questo gesto simbolico.  

Il pilota della Ferrari, Charles Leclerc, che domenica è stato autore di una bellissima rimonta ottenendo in extremis un ottimo (e forse inaspettato) secondo posto, ha voluto dare una spiegazione alla sua scelta di rimanere in piedi. Così come Max Verstappen ha voluto aggiungere la sua motivazione. Ecco le parole di entrambi i piloti postate sui rispettivi profili Twitter:Leclerc ha commentato:

Credo che ciò che conta siano i fatti e i comportamenti nella nostra vita quotidiana, piuttosto che gesti formali che, in alcune nazioni, possono essere vissuti come controversi”.

Verstappen ha così aggiunto: Credo che chiunque abbia il diritto di esprimersi nei tempi e nei modi che gli sono più adatti”.

F1 e la polemica politica che ha diviso i tifosi, Todt interviene

Questa vicenda è andata in mondo visione e certamente non è passata inosservata agli occhi dei telespettatori. Molti tifosi di F1, vedendo questo gesto, sono rimasti delusi e arrabbiati postando sui social tutto il loro disappunto nei confronti di coloro che non hanno aderito scegliendo di restare in piedi. Questa situazione fa capire quanto sia ‘pericoloso’ introdurre le scelte politiche all’interno della Formula 1.

Così ha deciso di intervenire Jean Todt, che ha spiegato che il più delle volte si decide di adottare questi temi tramutandoli in una vera e propria arma. Quindi il presidente della FIA (Federazione Internazionale dell’Automobile), ha voluto ribadire e avvertire di prestare molta attenzione. Ha poi affermato di ammirare tutti coloro che dimostrano le proprie convinzioni e che cercano di fare tutto quello che possono.