Ecco tutte le cause della debacle di Ferrari, da prima nel mondiale fino a luglio all'involuzione delle ultime gare con l'ormai quasi certa perdita del titolo 2018

Il mondiale di 2018 prevede ancora 4 gare con 100 punti in palio, ma sembra che ormai i giochi siano fatti. Sono infatti 67 i punti di vantaggio di Hamilton su Vettel e 78 quelli che la Mercedes ha in più rispetto alla . e , insieme al team della Rossa di Maranello, hanno commesso degli errori imperdonabili negli ultimi GP. Quella che era una classifica a favore della Ferrari e del tedesco si è ribaltata nel giro di poche settimane. Vediamo tutte le cause.

Vettel nel 2018 sembra aver subito una decisa involuzione rispetto a quanto fatto vedere l’anno precedente e soprattutto rispetto al suo passato in Red Bull. Sono tanti gli errori commessi in questa stagione che gli hanno fatto perdere decine di punti. Ricordiamo il GP d’Azerbaijan in cui il pilota Ferrari per attaccare Bottas e difendersi da Hamilton alle sue spalle finisce lungo alla prima staccata retrocedendo da secondo a quarto. Ancor peggiore è stato l’errore di Hockenheim quando Vettel è uscito dritto all’inizio del Motorhome per l’asfalto viscido regalando così 25 punti al più diretto avversario.

Poi c’è Monza quando la troppa irruenza alla variante della Roggia ha costretto la Ferrari di Vettel ad uno stop forzato per cambio musetto. La Ferrari nella gara di casa aveva dimostrato enorme superiorità vista la prima fila maturata in pole. Perchè non aspettare per attaccare Hamilton in un punto più favorevole? Infine Suzuka con Vettel che si è toccato con Verstappen sempre per la foga di voler tenere il passo delle Mercedes. Sembra che Vettel stia pagando una sorta di sudditanza psicologica nei confronti di Hamilton. E pensare a come era alto il morale in Casa Ferrari dopo il doppio ritiro delle Mercedes in Austria. Certo, Vettel nel 2018 ha trovato forse il migliore Hamilton di sempre.

Poi la sfortuna ci ha messo del suo. In Ungheria, pista favorevole alle Rosse, la pioggia ha condizionato le qualifiche spianando la strada ad Hamilton. Pioggia che ha messo in difficoltà la Ferrari anche a Suzuka dove l’errore al muretto ha costretto Vettel ad una qualifica con gomme intermedie su pista ancora quasi totalmente asciutta con un’ottava posizione poi in griglia. Dicevamo del team. La Ferrari non è stata proprio all’altezza della Mercedes. Se messa sotto pressione ha evidenziato enormi difetti. Arrivabene, che spesso da l’idea di essere piuttosto arrogante (vedi la polemica sui piloti “maggiordomi”) non ha saputo governare la squadra proprio nei momenti in cui non si doveva perdere la calma. Poi è arrivato sicuramente il duro colpo della perdita di Marchionne che garantiva una certa sicurezza in ogni GP.

I difetti sono da attribuire anche alla macchina. La Ferrari, pur avendo una potenza che viene indicata superiore rispetto alla Mercedes, si “mangia” le gomme. Casi eclatanti sono il GP di Francia con Vettel costretto ad una doppia sosta. Oppure Monza con Raikkonen che ha dovuto rallentare per preservare le gomme e Singapore dove le Mercedes sono riuscite a compiere tanti giri con le gomme soft, meno performanti delle ultrasoft montate da Vette, ma più costanti nel rendimento. L’auto poi sembra aver subito un deciso peggioramento all’indomani di Monza. Da Singapore in poi la Rossa sembra essere più alla portata delle Red Bull che intenzionata a battagliare con le Mercedes (imbarazzante il sorpasso di Hamilton a Vettel in Russia).

Infine il caso Raikkonen. Il fatto che già a giugno si parlasse di una sua sostituzione in Ferrari non ha di certo giovato al team. L’averlo scaricato poi la mattina stessa del GP d’Italia ha fatto precipitare la situazione. Come poteva fare da scudiero un driver che il prossimo anno non farà parte di Ferrari? Raikkonen sta comunque correndo un’ottima stagione con già 9 podi all’attivo, perchè non tenerlo ancora un anno? Ormai il mondiale 2018 è andato, speriamo in un 2019 più fortunato. Speriamo che Vettel ricarichi le pile e che Leclerc sia all’altezza della Ferrari.