L’epidemia da Coronavirus ha causato un danno economico al paese paragonabile a quello di una guerra di lunga durata. In pochi mesi molte famiglie hanno perso parte del loro potere d’acquisto, le imprese hanno visto una contrazione degli ordini e quindi della produzione, i servizi ed il commercio sono al collasso. Il settore auto è uno tra i più colpiti con una perdita pesantissima a livello globale.

Il settore auto in Italia occupa milioni di addetti tra produzione diretta, indotto e vendita. Il lockdown ha portato ad un netto taglio delle vetture immatricolate già dalla fine del mese di febbraio 2020. Marzo e soprattutto aprile sono stati critici con un calo totale superiore al 90%. Nel mese di maggio hanno riaperto le concessionarie, ma la contrazione dei consumi e la paura di recarsi in luoghi affollati farà segnare ancora un pesante segno meno nelle vendite. Maggio si concluderà indicativamente con un calo delle immatricolazioni attorno al 45-55%.

Se l’epidemia da Covid-19 sembra stia passando, l’onda lunga dellla crisi economica si farà sentire pesantemente nei prossimi mesi. Gli italiani hanno meno soldi in tasca. Questo è innegabile. Lo Stato ha fatto ciò che ha potuto, non giudichiamo il suo operato. Le critiche o i complimenti sarebbero inutili e superflui in questa fase. La crisi economica delle famiglie avrà effetti prolungati. Gli ultimi numeri parlano di oltre il 50% dei nuclei famigliari che ha rinunciato all’acquisto di beni durevoli.

L’auto rientra in pieno in questo tipo di acquisti. Per cui o si avvierà una forte azione di sostegno al settore automotive, o si perderanno migliaia di posti di lavoro. Gli ammortizzatori sociali stanziati, entro l’autunno andranno ad esaurirsi, in quel momento o i consumi ripartiranno, o molte aziende saranno costrette a prendere provvedimenti drastici (licenziamenti, mobilità, etc).

Il settore automotive dipende dalle vendite. Se nessuno compra, nessuno produce. Cosa servirebbe per ripartire? Sembra che l’Europa si stia muovendo con l’intenzione di varare un importante piano di aiuti per i paesi membri. L’Italia sarebbe lo stato che ne beneficerebbe maggiormente con prestiti superiori a 170 miliardi di €. Stando alle ultime informazioni il Belpaese potrebbe far propri 82 miliardi in sovvenzioni e 91 miliardi in prestiti.

Con una parte di questa cifra bisogna agire pesantemente sul settore automotive incentivando l’acquisto di nuove vetture. Già sono presenti e sono state potenziate le risorse indirizzate all’ecobonus dedicato alle vetture “green” (ibride plug-in ed elettriche). Ma serve di più. Diciamocelo chiaramente, incentivare l’acquisto di auto poco inquinanti è positivo, ma “dare soldi” a chi può permettersi di comprare una vettura che costa in media almeno 35-40 mila euro è un po’ una presa in giro.

C’è bisogno di aiuti per le fasce meno abbienti. C’è bisogno di un incentivo che vada incontro a chi può permettersi solo un’utilitaria o una compatta. C’è bisogno di far ripartire l’Italia partendo dal basso. Ci sentiamo di rivolgere questo appello al Governo Italiano affinchè aiuti chiunque voglia acquistare un’auto con una formula vantaggiosa.

Per ripartire bisogna offrire un contributo a tutti coloro che vogliono comprare una vettura di ultima generazione (Euro 6d-temp o superiore) in sostituzione di un’auto più vecchia o anche acquistandola ex-novo. La nostra proposta è quella di correlare l’incentivo all’ISEE, a prescindere dal tipo di autovettura scelta. Ovviamente la proposta di partire dell’ISEE deve prevedere un tetto massimo per cui accedere ai contributi, ma una cifra fissa per chi rientra, senza distinzione di modello di auto, o di alimentazione.

Ecco un piccolo esempio. Se una famiglia ha un ISEE basso (non indichiamo cifre per ora, quello sarà compito di chi effettivamente varerà il provvedimento), l’incentivo sull’acquisto di un’auto nuova sarà ad esempio di 4.000 €. La somma sarà spendibile sia che la scelta ricada su un’auto che costa 12.000 €, sia che il modello prescelto costi 30.000 €. Ovviamente unica clausola obbligatoria è quella dell’acquisto di una vettura nuova almeno Euro 6d-temp.

Salendo di ISEE, l’incentivo scenderà poi a 3.000 €, 2.000 €, etc sino ad arrivare al contibuente “facoltoso” che non rientrerà in nessuna fascia. In questo modo si darebbe la possibilità a molti di acquistare un’auto nuova, svecchiando il parco auto italiano. Lo Stato avrebbe benefici in termini di introiti grazie all’IVA. In questo modo ripartirebbero i consumi, la produzione e l’indotto.