Reduce dall’emozionante secondo posto ottenuto a Jerez al suo primo anno di avventura in Moto2, ho avuto modo di sentire uno dei talenti italiani della Vr46 e dello Sky Racing Team prima di approdare sullo storico circuito francese di Le Mans.

Umiltà, dedizione, una gran manetta ed un coach d’eccezione sono gli ingredienti del talento torinese.

Pecco sei reduce da un gradissimo risultato al debutto in Moto2, un secondo posto che era sperato, voluto o capitato?

Pensare di aver centrato il primo podio alla quarta gara della mia stagione da rookie in Moto2 è un sogno che si avvera. Io e lo Sky Racing Team VR46 abbiamo esordito in questa categoria solo in Qatar e salire sul podio alla prima gara europea, su una pista difficile e impegnativa come Jerez, è un incredibile risultato. Questa soddisfazione è arrivata forse prima del previsto. Siamo stati molto competitivi nei test ufficiali su questa pista, nelle prime tre gare non eravamo andati male e dopo Austin abbiamo fatto un grande step.

Il passaggio da Moto 3 a Moto 2 ha comportato uno stile di guida completamente differente oppure è il diretto passaggio da una categoria inferiore a quella superiore?

La Moto2 è completamente un’altra storia. Le differenze più grandi? Sicuramente il peso e la potenza della moto. In Moto2 ci sono molti più dati da tenere in considerazione e analizzare. Inoltre, in gara, diventa fondamentale la gestione della gomma posteriore. Quando sei in uscita di curva, devi fare scivolare la gomma posteriore e aprire il gas il prima possibile per non perdere potenza.

Cosa ti sei detto al debutto in Moto 2, il mio obiettivo a fine anno deve essere?

Questo podio da tanta fiducia a me e al Team. L’obiettivo era la Top10 fissa da metà stagione in poi e il titolo di rookie of the year. Voglio continuare a lavorare in questa direzione, crescere, fare esperienza.

La squadra è fondamentale ma ancora di più nel difficile mondo motociclistico, quanto conta essere in un team così professionale come lo Sky Racing Team VR46 e l’apporto dei consigli di Rossi con la VR46 Riders Academy della quale fai parte?

Siamo fortunati ad essere parte della famiglia dello Sky Racing Team VR46. Lavoriamo in un gruppo di professionisti che si prendono cura di ogni dettaglio e di ogni fase della nostra preparazione, in pista come a casa. Credo che l’aspetto più significativo in questo Team è la capacità di comprendere gli errori e di andare avanti. Se vuoi insegnare qualcosa ad un giovane, lo devi ascoltare e spiegargli dove può migliorare. Ho bisogno di sentirmi ascoltato dal Team e questo è esattamente lo spirito con cui lavoriamo nello Sky Racing Team VR46.

Ti alleni con Franco Morbidelli al ranch, Morbido che è un pilota navigato in questa categoria, quali sono i consigli che ti ha dato?

Ho visto le prime tre gare in TV. Franco riesce a fare qualcosa di differente rispetto agli altri piloti. Devo continuare ad osservarlo in pista per capire dove posso migliorare. Negli ultimi anni, Franco ha fatto un incredibile step in avanti. Mi alleno con lui, so che lavoro e sacrificio c’è dietro questi risultati. Non potete immaginare l’impegno e lo sforzo e sono davvero contento per lui.

Si va verso il Mugello passando per Le Mans, quale delle tue piste si sposa meglio con le tue caratteristiche?

A Le Mans, in Moto3, tranne lo scorso anno, sono sempre andato forte. Spero di continuare in questa direzione. In generale, le piste che meglio si sposano con le mie caratteristiche di guida sono: Mugello, Assen e Phillip Island.

Qual è l’altra grande passione di Pecco, il film preferito e la città dove ti piacerebbe vivere.

Sono un ragazzo normale con una sfrenata passione per i motori. Oltre alle moto, mi piacciono le macchine!
Film preferito? Io sono leggenda! Non ho pretese particolari: casa mia è assolutamente il posto in cui vorrei stare.