È strano pensare a qualcosa nata, concettualmente in america, ma ora fabbricata in Italia. Il made in Usa che diventa made in Italy, con sapore e dna americano ma emozioni nostrane.

Di certo, è che la Jeep Renegade è qualcosa a stelle e striscie dal fascino italiano, sarà per questo che, soprattutto in italia, sta vendendo tanto e riceve ottimi riscontri sia dal target giovanile, che da quello che vuole continuare ad esserlo.

Foto | © Diego Barone Lumaga
Foto | © Diego Barone Lumaga

La “nostra” Jeep è in un “fighissimo” arancione Generale Lee Style equipaggiata con il noto e affidabile MultiJet II 2.0 litri con 140 CV, cambio manuale a 6 rapporti e trazione 4×4. La versione è la Limited che offre cerchi in lega da 17″, griglia in colore grigio chiaro, vetri posteriori e lunotto oscurati e barre al tetto grigio chiaro satinato come gli specchi, doppi terminali di scarico con finitura lucida, Forward Collision Warning-Plus, Lane Departure Warning-Plus, climatizzatore automatico bizona, rivestimento delle porte con inserti in vinile, display TFT a colori di alta qualità a visualizzazione multipla da 7″ del quadro strumenti.

Ci siamo, siamo pronti, pieno di gasolio, gas a martello e al casello scatenate l’inferno…scherzo ovviamente 🙂

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Si parteeee

L’autostrada scivola veloce, la Jeep Renegade è compatta con 423 centimetri di lunghezza massima per 180 in larghezza e 168 in altezza un aspetto squadrato e muscoloso, che la rendono apparentemente più grande su strada, meno “Suv”, più Jeep.

Lo spazio a bordo si sviluppa in verticale. Le persone alte siedono bene davanti senza toccare con la testa e chi siede dietro ha un buon spazio anche per le gambe con una posizione piuttosto verticale, non sdraiata. La posizione di guida è buona, così come la visuale, la sensazione è quella di essere in alto.
Altezza e curve non sempre si sposano bene, la Renegade non sarà una “rasoterra” però non si sente un grande rollio nell’affrontare le curve; a velocità autostradale, tutto è stotto controllo.

Foto | © Diego Barone Lumaga
Foto | © Diego Barone Lumaga

Le sospensioni, ben disegnate, hanno corsa lunga e sono ben frenate in ogni condizione. Quando si viaggia veloci in autostrada seguono bene gli avvallamenti e rispondono morbide sulle buche. Quando si viaggia in fuoristrada trasmettono davvero poche vibrazioni all’interno dell’abitacolo e seguono bene ogni sasso per avere il massimo grip e la massima stabilità. Confortevoli in rettilineo, sono validi punti di appoggio in curva, con la Renegade ben puntata sulle ruote esterne, senza coricarsi e solida anche quando, in appoggio, la strada si affossa o il fondo non è regolare.

Arriva la cavalleria

Avevo provato, sulla sorella più grande Cherokee, il motore Multijet duemila da 140 cavalli abbinato al cambio automatico a nove marce. Lo ritrovo sulla Renegade abbinato al manuale e trazione anteriore, la leva è piuttosto veloce, anche se sulla Napoli – Milano non è che lo abbia usato chissà quanto, ma nella città di Firenze e quella di Bologna non mi sono affaticato più di tanto, anche se, dovendo dare un consiglio direi che l’automatico è il migliore alleato di qusto tipo di motore.

Foto | © Diego Barone Lumaga
Foto | © Diego Barone Lumaga

Il Multijet se la cava bene e “giocando” con l’accelleratore, si scopre poi tutta un’altra verve e arriva anche qualche soddisfazione. Quello che mi ha lasciato un po’ perplesso è il consumo. L’aereodinamica non sarà sicuramente il “valore aggiunto” della Renegade, però l’indicatore del carburante non mi è stato molto simpatico per tutto il viaggio.

Gli interni sono ben curati, con plastiche morbide di qualità su tutto il cruscotto, piacevoli al tatto e alla vista. Dispiace solo che gli interni siano qualcosa di già visto: ormai tutte le vetture del gruppo Fiat hanno in comune lo stesso layout di interni, con poche e davvero piccole variazioni, sembra infatti di avere tra le mani sempre lo stesso volante.

Foto | © Diego Barone Lumaga
Foto | © Diego Barone Lumaga

In conclusione Fiat, scusate Jeep , ha tirato fuori un prodotto figo, con una meccanica collaudata, fuori dai classici schemi di Suv gia vista. La cura Marchionne si vede su tutto il gruppo e anche Jeep ne sta beneficiando, forse anche più degli altri brand del gruppo.

Foto | © Diego Barone Lumaga
Foto | © Diego Barone Lumaga

Al ritorno dal nostro viaggio abbiamo deciso di portare la Renegade in un percorso off-road che valorizzasse la sua natura. Le foto scattate per questo articolo sono state fatte nel bosco del Monte Faito in provincia di Napoli.

Lamps 😉

Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato. (Edgar Allan Poe)

Ringraziamo il dealer Fiat Motorvillage Napoli che, come sempre tra professionalità e disponibilità, ci ha permesso di effettuare questo test e Canon Italia per averci permesso di scattare queste foto con una Canon 5dMarkIII + ottica Canon EF 70-200mm f/2.8 L IS II USM