Potente, leggera, agile, scattante e sicura grazie all’ABS di serie, la Ktm 390 Duke è il sogno di ogni ragazzo o ragazza, ma anche di chi ha qualche anno in più. É il “modello di passaggio” tra le 125 e le moto più grosse.

Le Ktm hanno un fascino proprio, le riconosci da lontano non puoi scambiarle per un’altra moto. I colori, le finiture, gli accessori e quei sapori di “ready for race” che le accomuna le rendono uniche e soprattutto vere e proprie “sogni non proibiti” nella testa dei ventenni e non solo.
Prendete la 390 Duke, Il motore è un monocilindrico bialbero con quattro valvole raffreddato a liquido, capace di erogare 45 CV alla ruota mentre le sospensioni sono della WP, non regolabili ma con taratura d’origine sportiva. Il telaio è a traliccio in tubi d’acciaio, mentre il bel forcellone rinforzato da nervature è in alluminio.

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Brembo è l’impianto frenante (con marchio ByBre, usato da Brembo nei mercati asiatici), con pinza radiale all’anteriore e ABS di serie, disinseribile attraverso i comandi al manubrio.
Un allungo portentoso, una ripresa da paura, grazie ad un peso piuma, la maneggevolezza è libidine allo stato puro. Bastano quattro curve in sequenza per entrare nel “luna park” offerto da Ktm.

Se le curve sono la sua patria grazie all’ottimo motore, alla ciclistica messa a punto e al peso piuma, in autostrada si paga lo scotto di una sella dura e l’assenza di riparo alla lunga stanca il pilota ma soprattutto il passeggero, costretto a viaggiare rannicchiato su un sellino piccolo e poco imbottito, molto rialzato rispetto a chi è davanti e quindi con la testa completamente esposta all’aria.

In città, sembra uno scooter; le dimensioni permettono alla ktm 390 Duke di districarsi in ogni situazione. Cambio e la frizione sono instancabili, sempre morbidi e precisi e il consumo non scende mai sotto i 24 km/L.
Massima attenzione alla sicurezza: in caso di pioggia o sul pavé l’abs fa sentire la sua presenza togliendoci da qualche spiacevole situazione.
Se proprio dovessi trovare qualche difetto, non mi è piaciuto il feeling con il freno anteriore, troppo morbido e spugnoso e le pedane sono troppo basse si rischia di “limarle” troppo.

ktm duke 390

Ad avercela avuta una moto del genere quando avevo vent’anni, una moto “vera” propedeutica per moto più grandi, divertenti come poche e versatile anche nell’utilizzo cittadino. Brava Ktm che sforna prodotti all’avanguardia per innovazione, sicurezza e goduria nella guida.

Si ringrazia Mario Di Vaia per aver consentito questo test.