Lettera aperta a Sergio Marchionne e a chi verrà dopo di lui per salvare Lancia. Grazie a tutti coloro che ci aiuteranno a diffonderla

Scriviamo una lettera aperta, che intendiamo indirizzare a chi si sta occupando o si occuperà del futuro di , marchio storico e mitpmico dell’automobile italiana, fondato nel 1906 da Vincenzo .
Egregio ed illustrissimo Dottor Sergio Marchionne, intendiamo esprimere le ragioni per cui il marchio Lancia non deve morire, ma deve essere rilanciato. Indirizziamo queste parole anche a chi verrà dopo di lei e chi già oggi si sta occupando della questione Lancia.

Siamo un sito italiano che si occupa del mondo dei motori, e per forza di cose ci stanno a cuore i marchi del nostro paese. Tutto ciò che è Made in Italy secondo noi merita un suo spazio, specie se si tratta di prodotti che hanno fatto storia. Lancia è uno di questi. 112 anni di storia, un mito per molti appassionati e non solo. Un’auto che con diversi modelli ha segnato la storia.

Lancia dal suo primo modello del 1908, la Lancia 12 HP, è un patrimonio nazionale. L’azienda torinese è stata colonna portante dell’Italia anche durante i due periodi bellici fabbricando anche veicoli militari e superando le grosse crisi che hanno colpito l’industria italiana del primo ‘900. Gli anni’60 sono quelli delle tre “F”, Flaminia, Flavia e Fulvia. Nel 1969 arriva il passaggio a Fiat che ridà un’identità tutta sua a Lancia.

Arrivano le prime vetture da competizione pura derivate da vetture stradali. Lancia Beta, Lancia Stratos, Lancia 037, Lancia Delta S4, Lancia Delta Integrale sono i nomi che contribuiscono a creare il mito del marchio in Italia e nel mondo. Nomi ormai storici, auto che facevano venire i brividi solo a vederle. E’ la Lancia degli anni d’oro, che vince titoli del mondo e che dà spettacolo. Ancora oggi quando assistiamo a competizioni dedicate alle auto storiche, questi modelli fanno girare la testa.

Gli anni dai ’50 ai 2000 segnano anche l’impronta di Lancia nello stile e nel potere italiano. Auto blu, vetture presidenziali come la Lancia Flaminia. Modelli che diventano mitici perchè lussuosi e ben rifiniti. Si culmina con le splendide Lancia Thema e K tra gli anni ’80 e ’90. La Lancia di alta gamma è l’auto dei salotti buoni italiani e non solo, le vetture più piccole come Delta, Dedra, Prisma sono auto per i giovani e per le famiglie che vogliono un qualcosa in più delle solite berline.

L’avvento delle auto tedesche non c’è ancora e comunque Lancia ha le carte in regole per non sfigurare. Motori potenti, finiture al top ed optional ai vertici della categoria. Le vendite tra fine anni’80 ed inizio anni 2000 sono sempre comprese tra le 110 e le oltre 200 mila vetture annue. La Lancia Y, che diventa poi Ypsilon è la piccola di tendenza che piace tanto alle donne. Linea pulita, slanciata, interni eleganti, l’utilitaria che il mondo ci invidia.

Poi arriva la crisi, nascono modelli con poco appeal. Sono gli anni 2000, Lancia comincia il suo declino. I modelli made in USA non fanno che peggiorare la sua condizione. Thema, Flavia e Grand Voyager sono un flop. Oggi rimane solo la piccola Ypsilon a tenere in piedi un nome storico, nel 2018 non si arriverà alle 50 mila vendite. Caro Marchionne desideriamo farle capire che Lancia non può essere lasciata morire in silenzio.

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L’assenza di un discorso pronunciato per il marchio all’investor day del 1 giugno scorso ha fatto ancora più male a tutti i fans di Lancia. Se Lancia è diventata un mito è merito di chi l’ha progettata, prodotta e guidata nel tempo. Se Lancia sta per morire oggi la colpa ricade sempre su chi guida l’azienda. Una nuova primavera fatta di sviluppo di prodotto con Fiat dovrebbe essere presa in considerazione. Se Fiat avrà le auto elettriche e dei nuovi modelli su base Panda e 500, perchè non costruirne sullo stesso pianale marchiati Lancia?

La Musa era la versione lussuosa della Idea, perchè non replicare progetti del genere? Pensiamo a quanti marchi sono rinati o si sono affermati negli ultimi anni. Seat e Skoda 25 anni fa vendevano pochissimo, oggi viaggiano sulle 550 mila vetture l’anno la prima e sul milione e 300 mila la seconda. Che piacciano o no i modelli, queste case hanno innegabilmente saputo come trasformarsi e riacquistare appeal ne tempo.

Pensiamo anche alle vetture coreane Kia e Hyundai. Negli anni ’90 erano quasi sconosciute, oggi sono in primo piano a promuovere sicurezza e tecnologia nel mondo delle auto. E Lancia? Il nome c’è già, ci vorrebbe poco a farla rifiorire. Auto di taglia medio piccola più lussuose rispetto alle Fiat potrebbero nascere insieme all’ottimo made in Italy che potrebbe dare una mano. Tessuti e pelli pregiate per gli interni, tecnologia di primo ordine data da marchi come Magneti Marelli, Brembo. Gli elementi per far bene ci sono tutti.

Oppure sviluppare modelli unici, di fattura artigianale che riprendano le storiche Stratos, Delta, Fulvia, etc. Le possibilità ci sono, la tecnologia anche. Basta solo la volontà. Fatela rinascere, oppure vendetela, ma mettetela in mani sicure di chi veramente voglia investire e ridarle un’identità seria. LANCIA NON DEVE MORIRE…RILANCIAMOLA…RILANCIATELA.” Un sentito grazie a coloro che condivideranno le nostre parole per la rinascita di Lancia.