Non è bastata la seconda vittoria consecutiva del campionato 2020 di Formula 1 a rendere super felice il campione iridato Lewis Hamilton. Infatti, il pilota della Mercedes, dopo il successo allo scorso Gran Premio d’Ungheria (terza tappa stagionale) e il primato in classifica generale piloti, non si ritiene del tutto soddisfatto. Il motivo? Non riguarda assolutamente ciò che accade in pista, bensì il fulcro della questione è ancora una volta il tema del razzismo.

A rendere nervoso il sei volte campione del mondo sono Liberty Media, FIA e le altre scuderie di F1. A quanto pare non si stanno impegnando più del dovuto nella lotta al razzismo, che come ben sappiamo, si tratta di un argomento particolarmente a cuore per Lewis Hamilton (primo pilota di colore nella storia del Circus). E’ stata evidente la delusione del pilota britannico per come è stato gestito lo scorso Gran Premio sul circuito dell’Hungaroring. Lewis Hamilton sperava che venisse organizzato qualcosa in merito prima dell’inizio della gara. Proprio come già accaduto poco prima del GP d’Austria, quando tutti i piloti indossarono la t-shirt con su scritto ‘End Racism’ e quando alcuni di loro si inginocchiarono e altri restarono in piedi.

Lewis Hamilton arrabbiato con gli organizzatori di F1

Il numero 44 della Mercedes al termine del Gran Premio d’Ungheria, ha pubblicato sul suo profilo Instagram un delicato post, in cui ha sfogato tutta la sua rabbia e incomprensione verso il razzismo da parte della FIA e della F1. Queste a seguire sono le sue toccanti parole, dalle quali si evince tutto il suo sconforto e dispiacere verso il tema delicato del razzismo:

“Oggi ho corso per tutti quelli che stanno spingendo per fare cambiamenti positivi e combattere la disuguaglianza, tuttavia, purtroppo, come sport dobbiamo fare molto di più. È imbarazzante che molte squadre non abbiano assunto alcun impegno pubblico nei confronti della diversità o che non siamo riusciti a trovare correttamente il tempo per compiere un gesto simbolico a sostegno della fine del razzismo prima della gara.”

Lewis Hamilton ha proseguito e evidenziato: “Oggi si avvertiva che si andava di fretta e mancava enormemente l’organizzazione e lo sforzo, che a sua volta diluisce il messaggio e fa sembrare che ci fosse qualcosa di più importante. Non importa se ti alzi o ti inginocchi, ma dovremmo mostrare al mondo che la F1 è unita nel suo impegno per l’uguaglianza e l’inclusività. F1 e la FIA devono fare di più”.

Il 35 enne britannico della Mercedes ha poi aggiunto e concluso: “Non esiste una soluzione rapida per la disuguaglianza razziale, ma è certamente qualcosa che non possiamo riconoscere una volta sola e poi andare avanti. Dobbiamo rimanere concentrati, continuare a evidenziare il problema e rendere responsabili quelli con il potere”.

Il prossimo e quarto appuntamento della stagione 2020 di Formula 1 si terrà proprio il Gran Bretagna sul circuito di Silverstone il weekend del 2 agosto. Nella sua patria Lewis Hamilton farà di tutto affinché venisse organizzato qualcosa sul particolare tema del razzismo.

Non ci resta che attendere e sperare in un radicale cambiamento da parte degli organizzatori del mondiale e di tutti i team di F1.