Io sono rimasto ancora lì, in Malesia, nel 2015.

Sappiamo tutti com’è andata a finire: Marc per terra, Valentino che perde il mondiale contro Lorenzo all’ultima gara dopo essere stato davanti per tutta la stagione. Litigi, sorpassi e sportellate che ci faranno ricordare per molto tempo quella avvincente stagione.

Lo scorso anno, purtroppo, non abbiamo assistito allo stesso spettacolo, con un Marquez “formichina” che, imparando la lezione dell’annata precedente, ha puntato sulla continuità, venendo premiato con il terzo titolo in quattro anni di MotoGP.
Che fenomeno.
I numeri da quando il talento di Cervera fa parte della classe regina sono, in maniera impietosa, dalla sua parte:

Marquez: gare vinte 29 1236 punti
Rossi: gare vinte 9 1106 punti
Lorenzo: gare vinte 21 1156 punti

Bastano questi dati per capire chi sarà il pilota da battere nella prossima e nelle successive stagioni del motomondiale.

C’è un “però”.

Negli ultimi tre anni Valentino è stato ultra-competitivo, arrivando sempre secondo, dietro a Marquez, Lorenzo (con la decima sfiorata) e ancora Marquez, regalando ai propri tifosi la speranza di vederlo ancora vincere un titolo oltre alla solita ed innata capacità di rendere entusiasmante ogni gara che lo vede protagonista.

Ed è proprio per questo che Valentino e Marc saranno, ancora una volta, i principali protagonisti della prossima stagione; sono gli unici che non hanno cambiato: sono ancora lì, stesse moto, stesso team; al contrario di Lorenzo che salirà in sella alla Ducati e Vinales che, pur essendo una certezza, dovrà adattarsi alla nuova moto (anche se dai test pare che di problemi non ce ne siano).

La loro voglia di primeggiare, di dimostrare prima a se stessi e poi agli altri di essere i migliori, rendono i loro duelli emozionanti e vibranti: il grido di Guido Meda “tutti in piedi sul divano!” è la frase più azzeccata per definire l’adrenalina che cresce durante le loro battaglie.

Come dimenticare il GP argentino del 2015?
Oppure Assen dello stesso anno, con Rossi che vince “tagliando” l’ultima chicane dopo il contatto con Marquez?
O ancora la loro battaglia a Silverstone nel 2016?

Sono due manici, come si dice in romagna. Sono due pazzi scatenati, per capirci meglio.

Tralasciando simpatie o antipatie varie non è possibile non ammirare questi due fenomeni: sono l’unica certezza del 2017 di MotoGP: uno, lo spagnolo, andrà a caccia dell’ennesimo titolo di una carriera già stellare che lo vedrà festeggiare i 24 anni (avete capito bene, 24) tra pochi giorni, il 17 febbraio; il campione di Tavullia cercherà in tutti i modi di portare a casa il decimo titolo, sapendo che non avrà, causa età (compirà 38 anni il 16 febbraio), tante altre stagioni per vincere un mondiale.

Io mi aspetto grandi cose da tutti e due, consapevoli del fatto che ci saranno parecchi contendenti al trono ma che, ad oggi, gli unici che possono e devono ambire al titolo di campione, sono loro.