Lo scorso anno abbiamo assistito allo strapotere Marquez, senza la possibilità di vedere un mondiale combattuto fino all’ultima gara (forse abbiamo goduto troppo nel 2015) e ci siamo dovuti accontentare di assistere solo a qualche bella battaglia, con una guerra però di medio intrattenimento.

Vero, il 2016 ci ha portato la nascita sportiva di quello che, a parer mio, sarà uno dei futuri campioni del mondo, Vinales; ci siamo divertiti a veder salire sul gradino più alto del podio tanti piloti differenti ma, sempre a parer mio, è mancata la “scintilla” che ci facesse vivere le emozioni dell’anno precedente.

Anno nuovo, nuove emozioni.

Resettiamo tutto quello che è stato e concentriamoci su quella che si prospetta essere una stagione “scoppiettante”.

Marquez è ancora il candidato numero uno al titolo: lo dicono i numeri, lo dicono i colleghi, lo dicono i tifosi ed i detrattori. L’unico che non lo ammette è lui: tattica o lo crede veramente? Dai Marc, non prenderci in giro…

Valentino e Vinales posso contare su una moto sempre efficace ed un team affiatato e all’avanguardia diretto dal bravissimo Lin Jarvis; credo fermamente che la Yamaha proverà in ogni modo a far vincere a Rossi la tanto agognata “decima”; c’è però una domanda da porsi: il giovane Maverick sarà d’accordo?

Passiamo ad un altro argomento caldo: la Ducati.
Quest’anno la casa di Borgo Panigale vuole lottare per il titolo. “Non sarà un’ossessione” dicono, ma sappiamo che gli investimenti sono stati imponenti e, ad alti investimenti, devono corrispondere grandi risultati.
Lorenzo è stato assunto per questo: far fare il salto di qualità ad un team che da troppi anni non lotta per il vertice.
Non credo possa essere competitivo da subito (escluso il Qatar, pista favorevole alle rosse) anche se mi auguro di vederlo battagliare per le posizioni che contano insieme al fedelissimo Dovizioso.

La Suzuki proverà ad essere solo il quarto costruttore o proverà a fare qualcosa di più? Iannone è chiamato a fare il salto, mentalmente e, alla moto, tecnicamente, in modo da poter regalare grandi gioie al team di Hamamatsu.
Gli altri piloti e marche faranno principalemte da contorno a quella che si prospetta essere una stagione mozzafiato, con nuovi duelli tra i vecchi protagonisti e qualche outsider.

La Moto GP ha sempre regalato, ad appassionati e non, uno spettacolo unico, fatto di velocità, tecnologia, paura e adrenalina difficili da trovare negli altri sport motoristici. La filosofia della Dorna e del suo CEO Ezpeleta è “prima il pubblico“: loro sanno quanto è fondamentale il seguito dei tifosi e ogni anno organizzano un evento sempre all’avanguardia, fatto di regole (poche) chiare e tanta sana competizione.

“Anche se tutto va male, la ragazza ti lascia, perdi il lavoro, c’è sempre un campionato che inizia a settembre”, diceva Nick Hornby.
Qui non parliamo di calcio, basket o football, parliamo di Moto GP ma, tranne la data di inizio del campionato, il concetto è sempre valido.

Non resta che attendere e “scaldarci” in vista dell’inizio della stagione, con la speranza che le attese non siano vane.