La notizia che vi stiamo per raccontare ha dell’incredibile. Il meccanico del team Avintia di MotoGP è stato licenziato per aver fatto il “furbetto” e falsificato il test Covid molecolare. L’uomo è stato escluso da tutte le gare della classe regina fino alla fine della stagione in corso e per lui è giunta anche la risoluzione del contratto con effetto immediato. La sanzione da parte dell’Irta (associazione dei team del Motomondiale) è giunta martedì scorso 19 ottobre.

Stesso la scuderia Avintia, poi, ha deciso di renderlo noto tramite un comunicato, secondo cui il team sta dimostrando la propria e totale conformità a tutte le misure prese da Dorna e Irta. Così si ritengono obbligati a prendere provvedimenti disciplinari specifici e a chiudere tutti i rapporti con il membro del loro team, che ha falsificato un test Pcr per ottenere l’accesso al paddock del circuito di Misano in vista del prossimo Gran Premio d’Emila.

Come riporta il quotidiano sportivo la ‘Gazzetta dello Sport’, il team Avintia è indirettamente responsabile dei costi per tutte le misure eccezionali dovute al protocollo Covid-19 attuate verso tutti i suoi collaboratori. Sappiamo che l’intenzione era di trarre un beneficio mettendo a rischio il resto delle persone nella squadra e nel campionato. Questi comportamenti non solo danneggiano l’immagine del team, ma anche il resto del paddock.

Infine, il team spagnolo ha voluto chiarire che è responsabilità di ogni persona della squadra di garantire i test e il proprio accesso su una piattaforma online di ogni circuito, seguendo le linee guida ad oggi in atto. Avintia Esponsorama Racing si è voluta scusare e allo stesso tempo ringraziare sia Dorna che Irta per tutti gli sforzi fatti al fine di garantire la sicurezza nel paddock, permettendo lo svolgimento del campionato.

La nota emanata da Avintia ha poi proseguito dichiarando che essendo la squadra indirettamente responsabile di assumersi tutti i costi derivati dalle misure eccezionali dai protocolli COVID-19 a tutti i suoi lavoratori, si ritengono consapevoli che con questo tipo di azioni finalizzate ad ottenere il proprio beneficio si mette a rischio il resto delle persone che compongono la squadra ed il campionato. Questi comportamenti danneggiano non solo l’immagine della squadra, ma anche il resto del paddock e il campionato nel suo complesso.