MotoGP, Dall’Igna sui biocarburanti: “Perderemo 10% di potenza”

Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati Corse, stima una perdita di potenza del 10% con i biocombustibili e ritorna sul FRHD.

Gigi Dall'Igna (Ansa)
Gigi Dall’Igna – Motori.News

Ducati da molto tempo è maestra di innovazione ed evoluzione in MotoGP, grazie al grande lavoro svolto da Gigi Dall’Igna e dai suoi uomini ai box e in azienda. Hanno iniziato a “rivoluzionare” la classe regina con le winglets, le carene aerodinamiche, lo spoiler al posteriore, poi i dispositivi holeshot, fino all’abbassatore anteriore che è stato messo al bando dalla MSMA a inizio campionato.

Nonostante questa grande capacità, attestata dai due Mondiale Costruttori conquistati nel biennio 2020 – 2021, Ducati non riesce ad essere padrona della classifica piloti. Complici le quattro cadute di Pecco Bagnaia nella prima parte di questa stagione MotoGP, che condannano il piemontese a inseguire Fabio Quartararo a 66 lunghezze. L’ultimo titolo mondiale risale al 2007 ad opera di Casey Stoner, un vuoto che a Borgo Panigale vogliono assolutamente colmare.

Dall’Igna e la sfida dei biocarburanti

Pecco Bagnaia (Ansa)
Pecco Bagnaia – Motori.News

Anche all’inizio della stagione 2022 il marchio emiliano ha portato un’altra grande novità: il “Front Ride Height Device” che consente di abbassare l’avantreno della moto in movimento. I costruttori rivali hanno però unito le forse nelle riunioni della MSMA per impedire una simile soluzione. Ducati continuerà a farne un uso sporadico in questo Mondiale prima di doverlo mettere da parte.

Una decisione che non è per nulla piaciuta a Gigi Dall’Igna, visto che non violava il regolamento ed ha investito tempo e denaro andati in fumo. “Il nostro lavoro è rendere le moto da corsa migliori e più competitive ogni anno – ha detto il direttore generale a Speedweek.com -. Abbiamo il reparto sviluppo per questo. Se non ci è permesso sviluppare tutto ciò che è consentito dalle normative, possiamo stare a casa subito“.

Una provocazione senza sbavature, perché Ducati ha rispettato tutti i regolamenti, poi cambiati a stagione in corso su pressione delle altre Case. Intanto si guarda ai prossimi cambiamenti: dal 2024 bisognerà introdurre gradatamente i combustibili sostenibili. Questo potrebbe causare un calo di potenza per i motori, attestato secondo il boss della Ducati intorno ai 30 CV. “La perdita di potenza – ha stimato l’ingegnere Gigi Dall’Igna – sarà inferiore al 10 per cento“.