All’inizio della stagione 2020 di MotoGP le aspettative erano altre. Almeno sulla carta, probabilmente, si pensava che il titolo mondiale andasse nelle mani di Marc Marquez, di Fabio Quartararo o di Andrea Dovizioso. Nessuno avrebbe scommesso sull’inaspettato successo di Joan Mir e special modo della Suzuki. Eppure sia il pilota spagnolo che la GSX-RR hanno dimostrato di essere un duo formidabile, che hanno dato filo da torcere alla Honda e alla Yamaha.

Joan Mir è un pilota di soli 23 anni, un nome nuovo, una bella ed interessante novità per il mondo delle due ruote e soprattutto nell’albo d’oro della MotoGP. Lo spagnolo quest’anno è stato una vera rivelazione, che ha conquistato la fiducia della Suzuki e fatto emozionare tutti con il suo talento. Tra l’altro il campione di Palma di Maiorca, ha alle spalle una storia della sua vita davvero simpatica, infatti, nel momento in cui non avesse scelto di essere un pilota di moto probabilmente sarebbe stato campione in altre discipline sportive.

La simpatica storia e carriera di Joan Mir

Stando a quanto riportato dai noti quotidiani spagnoli ‘AS’ e ‘Mundo Deportivo’, Joan Mir fin da piccolo aveva una forte passione per lo skateboard e per i pattini. All’età di 10 anni è iniziato a salire sulle due ruote, così il papà Juan mette in vendita gli skateboard nel suo negozio ‘Roll and Roll’ a Palma di Maiorca. Il pilota ha sempre avuto un talento innato nello sport, ma con le moto fu un amore a prima vista e forte.

Queste le dichiarazioni riportate da Mundo Deportivo:

“Un giorno, mentre Perelló si stava allenando alla scuola moto che il padre di Jorge, Chicho Lorenzo, aveva aperto a Palma, arrivò un bambino di 10 anni: proprio Joan Mir. Salì per la prima volta sulla mini moto e in 20 minuti, pare, stava già facendo miracoli, lasciando Chicho piuttosto impressionato. Dopo due mesi era l’allievo più rapido. Ma a Joan non piaceva molto seguire una rigida disciplina, perché per lui le moto erano solo un gioco. Così abbandonò la scuola dei Lorenzo”.

Il neo campione del mondo di MotoGP ha iniziato a correre in sella alle minimoto quando aveva 10 anni. Tra il 2008 e il 2011 corre nelle Baleari e riesce a vincere titoli sulle minimoto, minimotard e Bankia Cup. Poco più tardi nel 2013 va a correre nella Red Bull Rookies Cup, chiudendo 9° in quella stagione, 2° nel 2014 e 4° nel 2015.

Nel 2015 debutta nella classe Moto3 del Motomondiale, correndo al GP d’Australia andando a sostituire l’infortunato Hiroki Ono sulla Honda NSF250R del team Leopard Racing. L’anno seguente diventa pilota ufficiale in questa categoria, ma in sella alla KTM RC 250 GP, insieme ai compagni di squadra Fabio Quartararo e Andrea Locatelli.

Nel 2017 passa in sella alla Honda NSF250R, con Livio Loi come team-mate. Il 22 ottobre dello stesso anno sul circuito australiano di Phillip Island conquista la vittoria e con essa anche il titolo di Campione del mondo in Moto3 con ben due gare di anticipo. L’anno seguente ottiene il passaggio in Moto2 in sella alla Kalex del team Marc VDS Racing e insieme al compagno di squadra Alex Marquez.

Nel 2019 passa in MotoGP grazie all’ingaggio della Suzuki. Il compagno di squadra è Alex Rins. Come miglior risultato riesce ad ottenere un 5° posto in Australia terminando poi la stagione al 12° posto in classifica generale con 92 punti.

Nel 2020 continua a correre in sella alla Suzuki GSX-RR. Lo scorso 16 agosto riesce ad ottenere in Austria il suo primo podio in classe regina con un ottimo 2° posto. Al Gran Premio di San Marino chiude 3° e 2° in quelli dell’Emilia-Romagna e Catalogna. Successivamente risale sul podio chiudendo al 3° posto in Aragona e Teruel. Nel GP successivo d’Europa (a Valencia) taglia il traguardo per primo e consolida così la leadership nel mondiale. Nella seconda gara disputata sempre sul circuito valenciano (vinta da Franco Morbidelli su Petronas Yamaha SRT), Joan Mir chiude al 7° posto, ma riesce a conquistare qui punti che lo incoronano Campione del mondo in MotoGP. Successi che hanno portato il giovane talento spagnolo alla conquista del primo titolo iridato in classe regina ed un’ottima Suzuki che ritorna al successo dopo ben 20 anni.

Una Suzuki stellare che torna al successo dopo 20 anni

Si tratta di un vero e proprio traguardo storico messo a segno dalla Suzuki Racing. Il campione maiorchino è riuscito a guidare splendidamente la Suzuki, portandola alla conquista del titolo dopo 20 anni dall’ultima volta. Era il 2000 quando trionfò Kenny Roberts junior. Oggi Joan Mir ha scritto la storia, il 23enne anche la prossima stagione 2021 di MotoGP sarà protagonista in classe regina ma dovrà fare i conti con il ritorno dell’ormai ex campione del mondo in carica Marc Marquez.

Una Suzuki così non si vedeva da anni. Ha svolto un gran lavoro di ingegneria, insieme al suo ottimo staff tecnico e al collaudatore nonché ex campione del mondo Sylvan Guintoli, in grado di testare e mettere a disposizione del team una moto sempre equilibrata e veloce in tutti i circuiti del motomondiale.

Special modo il motore ha fatto grandi passi in avanti, non solo in termini di potenza ma anche per quanto riguarda la guida della moto, non a caso i piloti Joan Mir e Alex Rins hanno fatto doppietta con il 1° e 2° posto al GP d’Europa (Valencia). Un ringraziamento per i risultati ottenuti va indubbiamente all’italiano Davide Brivio, team manager Suzuki, che ha sposato nei minimi dettagli il progetto della casa di Hamamatsu. In soli 5 anni la moto è riuscita ad arrivare ai vertici della classifica e dei risultati, ma la cosa più interessante è che dopo ben 20 anni dall’ultimo successo iridato la Suzuki si è laureata Campione del mondo grazie al suo giovanissimo talento Joan Mir.