Così come già deciso per la Formula 1, anche la MotoGP farà scattare il congelamento per lo sviluppo dei motori e dell’aerodinamica. Questo avverrà ufficialmente da domani 25 marzo. Tale provvedimento non andrà ad influire sul Gran Premio del Qatar, tappa inaugurale della stagione 2020. Un appuntamento secondo cui ci sarebbe stata l’omologazione dei propulsori per tutta l’anno e l’approvazione della prima carena (tra le due). La Dorna, secondo questo aspetto, è stata chiara e il weekend di gara che si terrà sul circuito di Losail si svolgerà tranquillamente.

Il comunicato stampa della Dorna

La Dorna in comune accordo con l’IRTA (International Road Racing Teams Association), con la FMI (Federazione Motociclistica Internazionale) e la MSMA (Associazione Costruttori Sport Motociclistici) hanno raggiunto una decisione: l’omologazione si dovrà sviluppare da remoto e in digitale a partire già dai prossimi giorni. A seguire ecco quanto si evince dal comunicato stampa ufficiale che è stato diffuso nella giornata di ieri dall’organizzatrice del mondiale di MotoGP:

 “In normali circostanze le Case hanno due opzioni: fornire una lista di componenti campione del motore, da usare come metro di paragone con i propulsori montati nel corso della stagione per verificare che non ci sono stati cambiamenti, oppure fornire i disegni digitali. Normalmente, ogni Casa sceglie di fornire o un intero motore campione o un campione di tutte le componenti”.

MotoGP, lo sviluppo di motori e aerodinamica

Il team Honda è stato l’unico costruttore che è riuscito ad equipaggiare le parti del proprio propulsore in Qatar, i restanti team invece non hanno avuto il tempo materiale per riuscirci a causa dell’emergenza sanitaria in corso di Coronavirus. Per tale ragione si sono trovate, in un certo senso, costrette ad inviare successivamente all’organizzazione i prototipi dei loro motori. Sempre nella nota divulgata dalla Dorna si legge che dovranno essere forniti, in modo digitale, anche i disegni relativi alla prima carena aerodinamica, che dovrà essere omologata in maniera tale che possa rispettare le restrizioni tecniche imposte dal regolamento. L’elaborazione delle restanti parti della moto, conclude Dorna, non sono obbligate ad omologazione per poter procedere. Rispetto alla Formula 1, che ha anticipato la pausa estiva ai mesi di marzo e aprile imponendo lo stop ai lavori, la MotoGP ha deciso di non chiudere le fabbriche.

Una scelta valutata nel modo giusto, fa sapere Gigi Dall’Igna in un’intervista rilasciata alla ‘Gazzetta dello Sport’. Secondo il direttore generale di Ducati Corse in Italia non si può lavorare, mentre in Giappone lo stanno facendo di sicuro. Questa decisione è stata presa con il buonsenso, così da evitare che si possa creare una disparità molto grande.