MotoGP, piloti contro la soluzione: “Sportivamente non è corretto”

Squadre MotoGP in attesa, stravolto il GP Argentina. Ma due soli giorni sono la soluzione? C’è chi dice no… 

motogp-motomondiale-foto
MotoGP in azione -MotoriNews

Motomondiale oggi in “sciopero” invece di disputare la prima giornata di attività in pista in Argentina. Una pausa forzata a causa del materiale di più di una squadra MotoGP che è tutt’ora in viaggio. In breve, grossi ritardi a causa dei problemi meccanici di ben due aerei, ma la riduzione dei voli in seguito alla guerra in Ucraina non ha aiutato per niente. È per questo che due team satellite Ducati, ovvero Gresini e VR46, più ‘metà’ della truppa KTM è ancora senza nulla. Si attende con fiducia, ma intanto il programma del GP è stato compattato in due sole giornate senza respiro. Una soluzione comprensibile, ma che non fa contenti tutti.

Piloti contro

I ragazzi MotoGP infatti si sono divisi sull’argomento. Ci dice no ad esempio è il duo Ducati Pramac, ovvero Johann Zarco e Jorge Martín. “Un GP di due soli giorni? Potrebbe andare bene solo se sei già a posto” ha sottolineato il francese in merito. “Può darsi che per lo spettacolo sia una cosa positiva, ma se devi lavorare sulla moto non lo è. Anche sportivamente non credo sia il massimo.” Un parere perfettamente condiviso dal compagno di box. “Due giorni sono pochi con tutto il lavoro che c’è da fare” ha infatti rimarcato. “Non abbiamo scelta per questo GP, ma preferisco poi tornare al solito format.” Miguel Oliveira, fresco vincitore dell’ultimo evento in Indonesia, non ha dubbi. “Meglio tre giorni che due” ha infatti sottolineato il portoghese di KTM. A questo terzetto si allinea fermamente anche il pilota Yamaha Franco Morbidelli. “Dobbiamo adattarci, ma non mi convince molto, non è il mio modo di vedere le gare” ha ribadito categoricamente.

Favorevoli e neutri

Ma c’è chi non è particolarmente dispiaciuto per questa novità. Andrea Dovizioso in particolare è decisamente curioso, anche perché non è la prima volta che salta fuori l’argomento. Anzi. “In passato l’avevo anche proposto ha dichiarato. “Non per la sicurezza, ma perché poteva essere interessante. Da dire poi che ci sono tante cose che noi piloti non sappiamo di un GP.” Ma ecco ora che l’argomento ritorna. “Stavolta siamo obbligati, ma sono davvero curioso. Peccato non sia una pista ‘normale’ come altre in Europa, ma non mi dispiace provare.” Altri invece si astengono dai commenti, preferendo prima scoprire come andrà. “Sabato sarà piuttosto compresso, se ci fossero incidenti o problemi diventerebbe un caos per il team” ha ammesso Brad Binder. “Proviamo, poi si vedrà.” A metà strada anche il rookie Remy Gardner. “Magari funziona e se ne riparla, oppure è una merda e torniamo ai tre giorni.”