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La notizia era ormai nell’aria e finalmente è giunta l’ufficialità. In vista della prossima stagione 2021 di MotoGP il pilota Danilo Petrucci ha firmato con la KTM, ma non guiderà la moto ufficiale bensì la RC16 del team satellite Tech 3. All’inizio della trattativa il team ufficiale con sede in Austria aveva scelto il ternano come erede di Pol Espargarò (ormai futuro pilota Honda Repsol). Il principale scopo della KTM era proprio quello di rendere Petrucci il nuovo leader del team, ma a quanto pare l’accordo con firma è giunto quasi con uno ‘scherno’.   

Insomma una vera e propria sorpresa per Danilo Petrucci. Il pilota 29 enne completerà la stagione 2020 in sella alla Ducati, per poi passare nel team satellite Tech 3 dal prossimo anno. Scuramente l’obiettivo del ternano era quello di far parte del team ufficiale KTM, ma evidentemente pur di correre ancora in MotoGP, ha accettato la proposta per il team guidato da Hervé Poncharal.

Da un punto di vista tecnico non c’è tanta differenza, infatti, sia le due moto KTM ufficiali che le due RC16 Tech3 sono perfettamente uguali in ogni loro caratteristica. Ciò che cambia è il punto di vista dell’immagine e della notorietà.

Danilo Petrucci nel team satellite, lo ha deciso Binder

Quale sarebbe il motivo secondo cui la KTM avrebbe dovuto cambiare le scelte e i piani facendo una farsa nei confronti del ‘Petrux’? A quanto pare la decisione di non far correre il ternano in KTM ufficiale non sarebbe stata presa dallo staff tecnico e dirigenziale, bensì dal loro pilota Brad Binder. Il pilota sudafricano esordirà proprio in questa stagione con la moto ufficiale.

In vista della prossima stagione 2021 la KTM voleva farlo retrocedere nel team satellite Tech3, proprio per concedere le sedute ufficiali a Danilo Petrucci e a Miguel Oliveira. Ma Binder non ha accettato questa proposta e continuerà a correre come pilota ufficiale (sfruttando gli anni di contratto) anche l’anno prossimo.

Possiamo dire che il matrimonio Petrucci-KTM non è iniziato nei migliori dei modi, in quanto le scelte tecniche sono state cambiate all’ultimo minuto. Adesso toccherà al pilota di Terni scendere in pista e mostrare tutto il suo potenziale acquisito in ben otto anni di carriera maturati in classe regina.