APERTURA

La Ducati Streetfighter V4 è arrivata nei concessionari e Ducati ha dato la possibilità di prenotare un test ride. Ne abbiamo subito approfittato per raccontarvi le sensazioni che trasmette, anche se con tempistiche ridotte sacrificando lo shooting fotografico l’abbiamo provata in tutti i percorsi possibili partendo per la città, un pizzico di autostrada e qualche sana curva di montagna.

IL COLPO D’OCCHIO

La Ducati Steetfighter V4 ha fatto scalpore al momento stesso della presentazione, non tanto per i suoi numeri pazzeschi, ma perché in ducati sono andati dritti per la loro strada. Una naked dura e pura, vecchia scuola, con indole da crossover o che si nasconde dietro carenature minimal. La moto dal vivo è bellissima più di quanto non lo sia in foto, rifinita in maniera eccelsa. Ora che abbiamo avuto moto di provarla la qualità emerge in ogni dettaglio della moto anche in quelli nascosti alla vista.

Il design, al netto dell’infelice rimando della presentazione ad una recente icona cinematografica, fa evidente richiamo alla vecchia splendida Steetfighter 1098. Troviamo nel gruppo faro la riproduzione in piccolo della carena anteriore della sorella carenata. Spiccano, senza ombra di dubbio, in tutte le viste le ali biplano che a nostro parere non disturbano la linea, anzi, la accentuano mostrando raffinatezza tecnica.

ERGONOMIA E DOTAZIONI TECNICHE

Una volta in sella, inaspettatamente ma con piacere, troviamo una posizione poco Ducati. La triangolazione manubrio sella e pedane è confortevole grazie a delle pedane meno estreme e una sella più bassa e imbottita. Inoltre il manubrio rimane alto e non costringe a scaricare troppo peso ai polsi. Anche se priva di cupolino il design del corpo faro permette una protezione superiore a quella che si potrebbe aspettare. Attenzione è sempre una naked quindi non aspettatevi miracoli.

Ricapitoliamo velocemente la strepitosa dotazione tecnica:

Motore Desmosedici Stradale V4 derivato dalla Panigale V4 MY 2020 con le dovute ricalibrazioni specifiche per il modello. Parliamo sempre di 208 CV e 123 Nm a 11.500 giri con il 70% della coppia disponibile già dai 4.000 giri e con un allungo infinito fin alla soglia dei 13.000 giri.

Anche il front frame è derivato direttamente dalla sorella carenata e la soluzione ciclistica a motore stressato e la medesima. L’unica differenza è nella lunghezza del forcellone incrementata di 15 mm. Questo ha permesso alla Ducati, memore della esperienza sulla Streetfighter 1098, di mantenere sulla V4 le stesse quote sterzo della Panigale V4. Fortunatamente aggiungiamo noi.

Ovviamente è presente il pacchetto Safe Performace, curscotto TFT per entrambe le versioni.  Sospensioni Ohlins e cerchi forgiati ad appannaggio solo della versione S, showa/sachs più cerchi fusi per la Base.

In ultimo le ali che sono li per assolvere una funzione tecnica. Riescono a generare ben 28 kg di deportanza e a stabilizzare l’anteriore non solo alle alte velocità ma anche in accelerazione.

COME VA LA DUCATI STREETFIGHTER V4

Partendo dalla posizione in sella statica ci aspettavamo una moto meno rigorosa e con difficoltà a tenere a bada tanta cavalleria e con un motore scalciante. Niente di più errato.

Inaspettatamente tra le mani ci troviamo la Ducati più facile e versatile di sempre.

Il primo tratto affrontato è quello cittadino ed uscire da una Roma d’agosto inaspettatamente trafficata non è stato un calvario. La preoccupazione di essere invasi da un calore insopportabile è rimasta tale, grazie allo spegnimento della bancata posteriore e le paratie non abbiamo sofferto particolarmente nemmeno al rientro con una temperatura esterna di 36 gradi. Si guida con la facilità di uno scooter. Inserita la seconda ci fai tutto, l’avantreno trasmettere feeling già alle bassissime velocità e in men che non si dica ci troviamo in autostrada dove con qualche divagazione possiamo cominciarci a gustare una erogazione e una stabilità da incorniciare.

Finalmente arriviamo nel suo terreno preferito. Quel misto tipico delle colline italiche che subito ti fanno apprezzare una buona ciclistica e mostrano immediatamente gli eventuali limiti.

Ecco qui non ne abbiamo trovati. Pensavamo che con il gommone da 200/60 avremmo sentito qualche incertezza nei cambi traiettoria e invece la maneggevolezza grazie anche alle Pirelli di primo equipaggiamento è impressionante. Analizzando la risposta dell’acceleratore, settato per quasi tutta la prova su sport, sembra di non essere su una Ducati. Si riesce a scendere a regimi bassissimi e riprendendo il gas in mano, senza nessuna incertezza, veniamo proiettati direttamente alla prossima curva in totale armonia. Avevamo paura di trovarci un cavallo imbizzarrito tra le gambe e invece abbiamo trovato una fluidità sconosciuta a qualsiasi motore sportivo italiano paragonabile alle migliori proposte del mercato.

Ovviamente abbiamo provato tutti i Riding Mode della Ducati Streetfighter V4 ed ovviamente la risposta dell’acceleratore in Race diventa più diretta e qualche scalciata può scappare (è studiato per un utilizzo pistaiolo), noi ci sentiamo di consigliare lo sport, il più equilibrato ed appagante. Per ogni Riding Mode selezionato una volta superata la soglia dei 10.000 giri si viene proiettati in avanti da una spinta ininterrotta fino alla soglia di taglio dei 13.000 giri. Com’ è possibile che un motore così dolce in basso riesca a sprigionare tanta cattiveria in alto? Capolavoro Ducati ed è una esperienza che va provata e che crea dipendenza.

In questo frangente ci sorprende la stabilità e subito il pensiero va alle ali biplano e alle parole di Domenicali alla presentazione. Possiamo affermare con assoluta certezza che non è (solo) marketing!!

Un veloce passaggio sul lavoro di sospensioni e freni. Avevamo in prova la versione S della Streetfigher V4 e si comportano esattamente come tutta la moto. Morbide il giusto che copiano benissimo le imperfezioni dell’asfalto. Più rigide in modalità Race. Ricordiamo che è possibile personalizzare tutto tramite l’ampio display e cucirsi la moto su misura.

CONCLUSIONI

Non ci troviamo avanti a una Panigale V4 spogliata delle carene e dotata di un manubrio ma siamo su una moto per la quale lo studio meticoloso di ogni dettaglio ha permesso di realizzare una vera naked stabile come nessuna provata prima, che si guida in città con facilità e con un motore così elastico che ci si dimenticata del cambio e ci si gode il percorso utilizzando l’infinito range di giri del motore.

La caratteristica disarmate è la sensazione di guidarla da sempre dopo pochissimi chilometri. Non serve un adattamento particolare e l’equilibrio del pacchetto motoristico e ciclistico si traferisce istantaneamente al pilota mettendolo a suo agio.

Senza paura di smentita ci sentiamo di affermare che ancora una volta al Ducati abbia fatto una moto di svolta epocale.  Con la nuova Ducati Steetfigter V4 è stato fissato un nuovo riferimento per le Naked. 

PREGI

Equilibrio, guida, prestazioni

DIFETTI

Prezzo