La nuova Ferrari Daytona SP3 verrà prodotta in 599 esemplari. Il prezzo per l’Italia è di 2 milioni di euro o meglio, “è stato”, perché il modello risulta già sold-out. Prima di vederla sfrecciare per le strade (anche italiane) bisognerà però aspettare la fine del 2022.

Il programma “Icona” di Ferrari si è ispirato alle auto da competizione degli anni ’60 per realizzare il design della sua nuova supercar. Ad ispirare maggiormente i tecnici del Cavallino Rampante le 330 P3 e P4 che furono protagoniste nel 1967 della 24 Ore di Daytona. Sempre dal mondo degli Sport Prototipi arriva la scelta di dotare l’auto di una carrozzeria di tipo “Targa” con tetto rigido rimovibile. Gli specchietti retrovisori si trovano in posizione avanzata rispetto alle porte, un altro forte richiamo agli Sport Prototipi degli anni ’60. Un altro rimando al passato sono i sedili, un elemento “forgiato” senza soluzione di continuità nella vasca che racchiude l’abitacolo.

L’auto è volutamente priva di qualsiasi dispositivo di aerodinamica attiva. Ogni singola presa d’aria è studiata per convogliare i flussi d’aria, aumentando la deportanza e riducendo la resistenza all’avanzamento dell’auto.

A un’aerodinamica curata ed estremamente ricercata i progettisti della Ferrari Daytona SP3 hanno abbinato il meglio della produzione motoristica di Maranello. Sotto il cofano pulsa il V12 a benzina da 6.5 litri che scalpita a centro vettura, pronto a scatenare ognuno degli 840 CV sviluppati a 9.500 giri/min. Il sound, anche grazie a uno studio ad hoc dell’impianto di scarico, si preannuncia glorioso e promette note da brividi nella schiena. Come da brividi sono le prestazioni annunciate dalla Casa. 0 a 100 km/h in 2,9 secondi e da 0 a 200 in 7,4 secondi. La velocità massima è di 340 km/h.

Anche per gli interni, la nuova Ferrari Daytona SP3 trae ispirazione dalle Ferrari storiche. Troviamo un design minimale, finiture in pelle e in fibra di carbonio e sedili integrati nella scocca. A ricordarci, però, che si tratta di una vettura moderna, la presenza della strumentazione digitale.

Cura maniacale per i dettagli. Qualche particolare ha richiesto un lavoro più attento e gravoso, come per esempio le “palpebre retrattili” dei fari, gli specchi posizionati così larghi sui parafanghi e la stessa realizzazione del paraurti posteriore.