La prossima sarà la trentesima edizione del campionato mondiale di Superbike, il più importante campionato per moto derivate dalla produzione di serie, ovvero dalle moto realizzate per la circolazione stradale.

La magia della SBK sta proprio qui: quelle usate dai centauri sono vere e proprio moto da strada, con qualche miglioria ovviamente, ma sempre moto da strada, al contrario della Moto GP dove vengono utilizzati prototipi in tutto e per tutto.
Questa “artigianalità” rende magico per un appassionato di motori lo sport considerato cugino della più quotata Moto GP; probabilmente resterà sempre il meno seguito tra i due ma, ai fini delle emozioni e rischi di infarto, siamo sugli stessi livelli.

A proposito di cardiopalma, lo scorso anno era finito con una super Kawasaki campione del mondo costruttori e piloti, proprio come successe nel 2015; Jonathan Rea diventava campione del mondo per la seconda volta consecutiva e, insieme al compagno/rivale Tom Sykes consegnavano alla casa di Chūō-ku – Kobe il secondo titolo costruttori consecutivo.
La costanza di risultati ha portato JR a vincere il mondiale: a parte due ritiri (in gara due a Laguna Seca e gara uno a Lausitz) ed un quarto posto in gara uno a Magny-Cours, il centauro britannico è sempre salito sul podio, garantendosi il titolo davanti al connazionale Sykes e al terzo britannico sul podio, Chaz Davies, in sella alla Ducati che, dopo le difficoltà iniziali, ha sfoggiato sei vittorie consecutive negli ultimi tre Gran Premi, proponendosi come una delle candidate alla vittoria nel 2017.

Ecco, parliamo un pò dell’anno che verrà.

La SBK è in generale un “prodotto mistico“, inquadrabile solo ad inizio campionato. Nei test abbiamo visto volare le Kawasaki e le Ducati, a riproporre lo scenario dello scorso anno quindi tutto fa presupporre che vedremo un duello “rustico” sulla falsa riga degli anni precedenti, con le due marche in lotta per le posizioni che contano.
Un appunto è giusto farlo anche per l’Aprilia, in particolare per il classe 93′ Lorenzo Savadori che ha chiuso i primi test nelle posizioni più alte della classifica.

Se fosse lui la sorpresa tutta italiana del 2017?

Non lo sappiamo e non lo sapremo fino al semaforo verde di Phillip Island, prima tappa del mondiale.

L’unica cosa di cui siamo certi è che sarà un campionato all’insegna del divertimento, con le solite case e piloti a farla da padrone ma con qualche possibile outsider a rovinare i piani dei candidati alla vittoria.