Sciopero benzinai, €6000 di multa se fai questo: sbrigati a fare il pieno

Annunciato e confermato lo sciopero dei benzinai che avverrà nei giorni del 25 e del 26 gennaio 2023. L’anno inizia nel peggiore dei modi, tra aumenti e scioperi, non ci si poteva aspettare di peggio. 

Sciopero benzinai
Sciopero benzinai – Motori.news

Lo sciopero riguarderà tutte le stazioni di servizio che si tronare su strade e autostrade di tutta Italia.

Le associazioni dei gestori di 22.500 impianti hanno deciso di scioperare perché non si può continuare a lavorare con prezzi esasperanti ed esasperati che mettono a rischio la vita di tutte le famiglie italiane e in particolare dell’italiano medio che non riesce più ad arrivare alla fine del mese.

Multa da 6000 euro se i benzinai non si adeguano alle nuove regole

Purtroppo però arriva un’altra stangata dritta sulle teste dei benzinai che da adesso in poi saranno costretti a pagare fino a €6000 di multa se non andranno ad indicare mediante una segnalazione ben visibile il prezzo dei carburanti. In caso di recidiva si potrà arrivare anche alla sospensione dell’attività fino a tre mesi.

U gestori delle pompe di benzina non ci stanno e reputano l’ultima decisione del governo inaccettabile, perché con questa norma è come se si volesse far passare che i colpevoli degli aumenti dei prezzi sono i benzinai e non il governo stesso che non fa nulla per cambiare le cose.

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Decreto carburanti, ecco cosa fa arrabbiare i benzinai di tutta Italia

Il giorno dopo la pubblicazione del decreto carburanti nella Gazzetta Ufficiale e a meno di 48 ore dall’incontro col Governo lo sciopero diventa una certezza, anzi l’unica speranza non soltanto per i benzinai ma anche per i consumatori.

A partire dal lunedì mattina le associazioni dei €22.500 impianti si riuniranno per votare Sì alla protesta che era già stata proclamata qualche settimana fa. Bisogna andare avanti in questo modo dato che il nuovo Decreto non ha toccato i punti che tutti i benzinai speravano.

Il periodo nero che gli italiani stanno affrontando potrebbe essere la causa della chiusura definitiva di molti impianti che si ritrovano costretti a dover pagare tantissimi debiti in un periodo particolarmente difficile reso ancora più difficoltoso dal Governo che dovrebbe stare dalla parte dei deboli.

Il nuovo, secondo Bruno Bearzi della Figis, individua come responsabili dell’aumento dei costi i gestori delle stazioni di servizio. Entro 30 giorni bisognerà adeguarsi alle nuove regole stabilite dal governo, cosa già di per sé assurda.

Nel frattempo il Governo, secondo Bearzi punta sulla speculazione e non pensa affatto al taglio delle accise, ma mira a colpevolizzare e penalizzare chi già soffre da parecchi mesi e non ottiene aiuti dallo Stato. Vedremo cosa la categoria riuscirà ad ottenere con lo sciopero di fine gennaio.