Alleanza FCA-PSA: così Alfa Romeo diventerà premium

E’ di giornata la notizia che l’alleanza FCA-PSA sta andando in porto. Nascerà così ufficialmente il quarto gruppo mondiale dell’auto con quasi 9 milioni di vetture prodotte all’anno. L’alleanza FCA-PSA darà inoltre vita al terzo gruppo mondiale per quanto riguarda i ricavi con una cifra attorno ai 170 miliardi di euro l’anno. Non sappiamo ancora il nome del nuovo gruppo, né il suo piano aziendale. Questi processi saranno sviluppati ed approfonditi nel corso dei prossimi mesi.

La certezza è che l’Alleanza FCA-PSA sarà un gruppo per forza di cose a trazione francese. Nel consiglio direttivo infatti saranno 6 i membri di PSA contro i 5 di FCA. L’amministratore delegato sarà Carlos Tavares, proveniente da PSA. Una soluzione che necessariamente doveva vedere FCA relegata a partner secondario. Perché direte voi? La risposta è facile ed immediata. Il gruppo FCA è quello che attualmente gode della salute peggiore tra i due e quello al quale l’alleanza serviva principalmente per riprendersi.

PSA, dal canto suo, ha avuto lungimiranza facendo questa scelta perché in questo modo, oltre a contare su un partner forte, avrà chi le aprirà la porta nel mercato americano. Fatto questo preambolo andiamo ad analizzare cosa porterà l’alleanza FCA-PSA per il marchio Alfa Romeo. Perché ci focalizziamo sulla Casa del Biscione? Perché è quella che negli ultimi anni ha deluso di più viste le aspettative e quanto era stato dichiarato gli scorsi anni da Marchionne e non solo.

Alfa Romeo doveva essere il marchio premium di FCA, doveva vendere già 400 mila vetture nel 2018, doveva essere la concorrente italiana alle tedesche Audi, BMW e Mercedes. Purtroppo il tutto si è concluso con un quasi nulla di fatto, con solo due modelli all’altezza della concorrenza (Giulia e Stelvio) e con un piano aziendale/industriale che ha fatto acqua da tutte le parti.

Due modelli in 4 anni e mezzo, un terzo in arrivo ufficialmente nel 2021 (la Tonale) è davvero troppo poco per tenere testa alle avversarie tedesche che sfornano una nuova vettura o un restyling ogni 3-4 mesi. L’alleanza FCA-PSA a questo punto era proprio quello che serviva ad Alfa Romeo. Ci permettiamo di ipotizzare cosa questa alleanza riserverà nel futuro per il marchio di Arese.

FCA voleva fare di Alfa Romeo un brand premium e ci è riuscita in piccolissima parte. Dal canto suo PSA ha provato a fare lo stesso lanciando la costola di lusso di Citroen e facendola diventare un marchio a sé stante con il nome DS. In questo PSA ci ha messo soldi e buoni propositi, ma non ha saputo affrontare la reticenza degli acquirenti. Questi ultimi si sono visti spuntare un marchio dal nulla, con scarsa tradizione recente (le lussuose Citroen DS sono un ricordo degli anni ‘70) che voleva prendere a pugni le tradizionali tedesche.

Un piano che in Europa 9 volte su 10 fallisce sempre. Scardinare l’opinione generale sulle vetture tedesche è molto difficile. Lo si può fare solo puntando sui contenuti e su una vastissima gamma di modelli da lanciare in poco tempo. Ora con l’alleanza FCA-PSA il sogno di avere un brand veramente premium potrebbe diventare realtà. Il compito a quanto pare sarà affidato ad Alfa Romeo. Nei prossimi mesi ne sapremo di più, ma la volontà c’è.

Ce la potrà fare Alfa Romeo a diventare un brand premium a tuttotondo? La tradizione c’è tutta, il prestigio del nome anche. Quello che è mancato sino ad oggi sono gli investimenti. Ora con PSA si potrà ovviare anche a questo. Se arriverà un piano industriale concreto con fior di quattrini alle spalle Alfa Romeo tornerà a far davvero paura.

Ci vogliono modelli, tecnologia e continui aggiornamenti di prodotto. Se fino alla Tonale sappiamo già tutto, quello che rimane da scoprire è il dopo. Arriverà molto probabilmente un suv di segmento B chiamato Brennero, anche elettrico. In brevissimo tempo dovranno essere rispolverati i modelli abbozzati nel piano industriale del 2018. Un suv più grande della Stelvio, una berlina elegante di segmento E, un’auto sportiva e soprattutto una gamma di modelli completa e differenziata in più sfaccettature.

Alfa Romeo per diventare grande avrà bisogno di auto dei segmenti B, C, D ed E con più varanti di carrozzeria. Berline e relative sw, suv e relativi modelli coupè. L’alleanza FCA-PSA dovrà prevedere infine una vasta gamma di motorizzazioni e di prodotti sin da subito ibridi ed elettrici. Insomma di lavoro da fare ce ne sarà molto, ma i buoni presupposti ci sono. Staremo a vedere.