Assurdo: Rins chiede la sua moto a Suzuki? Il piano è ben altro, non ci si crede

Suzuki non darà la GSX-RR a Rins, che l’aveva chiesta come ricordo. Anzi, il futuro delle MotoGP è uno solo, da rimanere senza parole!

suzuki-rins-motogp-finale-amaro
Suzuki, finale amaro – MotoriNews

Questo è stato l’ultimo anno del team Suzuki nel Mondiale MotoGP. Un ritiro definitivo o provvisorio, come avvenuto altre volte in passato? Questo lo dirà solamente il tempo, ma i suoi piloti certo non ne sono stati contenti. Anzi, Alex Rins ha voluto dare un’ultima dimostrazione di forza a Suzuki, per dimostrare che si stava sbagliando. Anche se non sarebbe servito… In seguito il pilota spagnolo ha chiesto un regalo al suo ex marchio. Che non solo ha detto di no, ma ha un programma ben differente per tutte le moto realizzate finora.

Suzuki, è assurdo!

Il pilota #42 ci ha provato in tutti i modi. Non appena vinto il GP di Valencia, ultima gara da lui disputata con i colori Suzuki, Alex Rins ha fatto una domanda precisa. “Ora datemi la mia moto, me la merito!” Richiesta poi ripetuta nel corso della conferenza stampa ufficiale del trio del podio, quindi lui compreso. Ma Suzuki ha fatto orecchie da mercante, anzi ha sostenuto che avrebbe potuto dare la moto a Rins solo se l’avesse comprata. Lo spagnolo ci ha riprovato durante l’EICMA, ottenendo solo silenzio. Ma quale sarà il destino delle belle MotoGP azzurre? Il peggiore, come confermato da Livio Suppo. “Due di queste moto finiranno in un museo, le altre verranno distrutte. Lo fanno tutti i costruttori giapponesi per motivi fiscali” ha dichiarato a motorcyclesport.net l’ex team manager Suzuki. Piuttosto di premiare il suo pilota, questa sarà la fine in fabbrica: una conclusione che ha dell’incredibile.

Non come Yamaha

Sempre all’EICMA invece la casa di Iwata aveva voluto premiare il suo campione del mondo 2021. Fabio Quartararo infatti ha ricevuto la M1 proprio di quella stagione stellare. Un ricordo, ma anche una carezza per il suo asso dopo la delusione nei test e la frecciatina non proprio velata del francese. Yamaha intanto se lo coccola così, nella speranza che in Giappone pongano rimedio ai problemi. Cosa che non ha fatto Suzuki: la fredda scelta di ritirarsi, decisa in fabbrica, con addirittura Shinichi Sahara che ha fatto l’impossibile per far cambiare idea ai suoi connazionali. Niente è cambiato invece, quindi Suzuki ha chiuso i battenti in MotoGP. Per di più, ignorando la richiesta del suo pilota. Sarebbe stato un bel ricordo, un premio consolatorio, visto che ha davanti un’impresa durissima con Honda