Come spesso avviene prima dei grandi esodi, anche nel mese di luglio ci sarà il solito aumento dei pedaggi autostradali. Neanche a farlo apposta, proprio nei periodi di punta, i consorzi autostradali andranno ad incrementare le entrate con ritocchi dei prezzi verso l’alto. L’aumento dei pedaggi autostradali scatterà dal 1 luglio 2019.

Il gruppo Autostrade per l’Italia aumenterà le proprie tariffe dello 0,8 %. La società, controllata dalla famiglia Benetton, aveva ottenuto dal Governo questa possibilità lo scorso mese di ottobre. Sono poco più di 3.000 i km, controllati dalla società, che saranno interessati da questo aumento dei pedaggi autostradali.

Bruttissime notizie, invece, per chi dovrà percorrere la Strada dei Parchi. Parliamo dunque del centro Italia ed in particolare delle autostrade A24 ed A25. La Toto, società che gestisce queste arterie importantissime per le comunicazioni nell’Italia centrale, ha annunciato rincari addirittura del 19 %.Il motivo è presto detto.

Alcune settimane fa sembrava dovesse chiudere il traforo del Gran Sasso sull’autostrada A24 per presenza di inquinanti nella falda. Onde evitare una critica paralisi del trasporto merci e passeggeri si è deciso di evitare di chiudere il tunnel. Ma per far fronte alle ingenti spese di messa in sicurezza dell’area vi sarà un aumento dei pedaggi autostradali di media del 19 %. Ancora comunque non è detto che il rincaro sia così alto. Una possibile soluzione potrebbe fornirla il Governo italiano facendosi carico in parte delle spese.

Si aspetta a breve un incontro tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Toninelli con i vertici della società Strada dei Parchi. Brute notizie anche per i viaggiatori milanesi. Sempre dal 1 luglio le Tangenziali di Milano subiranno un rincaro dei pedaggi del 2,64 %. Insomma a tutti coloro che prenderanno parte al consueto esodo estivo, anche il 2019 non nasconderà cattive sorprese.

I viaggiatori italiani che intendono percorrere le autostrade del Belpaese dovranno mettere (come sempre) mano al portafogli. Con la speranza che i soldi richiesti in più per ogni tratta autostradale vengano seriamente investiti per la sicurezza e per il miglioramento e l’adeguamento tecnologico delle infrastrutture nazionali. E speriamo anche che nel giro di un anno circa si risolva la questione del ponte Morandi di Genova.