Sarà presentata indicativamente ad inizio del 2021 la seconda generazione della Porsche Macan. Il suv di medie dimensioni di Porsche sarà totalmente stravolto ed avrà a listino solamente versioni a batteria. E’ questa la politica di Casa Porsche che ha annunciato investimenti di addirittura 15 miliardi di euro entro il 2023. L’immagine utilizzata per l’articolo è stata presa dal video della pagina Youtube di Auto Bild:

La nuova Porsche Macan si inserisce in pieno nel progetto di elettrificazione che la Casa di Zuffenhausen ha in programma per i prossimi anni. Dopo un 2018 segnato da vendite e ricavi record, anche il 2019 sembra promettere bene. Nel 2018 Porsche ha venduto ben 256.255 auto con una crescita del 4 % rispetto al 2017. Il fatturato di Porsche nello scorso anno è cresciuto del 10 % toccando quota 25,8 miliardi di euro.

La nuova Porsche Macan dovrebbe essere il terzo prodotto di Casa Porsche ad essere proposto in veste totalmente elettrificata. La Taycan dovrebbe esordire nel 2019, la versione Sport Turismo della Taycan nel 2020. Nel 2021 arriverà la nuova Porsche Macan. La piattaforma sulla quale sarà costruita la nuova Porsche Macan sarà la PPE (Premium Platform Electric), progettata insieme ad Audi per le vetture elettriche di alta gamma.

Dovrebbero essere previste più versioni della Macan che a listino avrà come adesso la S, la GTS e la Turbo. Nomi storici che, però, non avranno nulla a che fare con il tipo di propulsore impiegato. Porsche come già anticipato da tempo darà l’addio al diesel. Tutte le versioni saranno dotate di trazione integrale. La nuova Porsche Macan dovrebbe essere disponibile sicuramente con il propulsore da 408 CV dell’Audi e-tron. L’autonomia dovrebbe avvicinarsi ai 450 km. Come versione base dovrebbe arrivare un’unità da circa 350 CV ed autonomia paragonabile.

Per la Turbo, Porsche dovrebbe offrire una versione da circa 500 o più CV ed un’autonomia di oltre 500 km. Il prezzo d’attacco della nuova Porsche Macan dovrebbe essere superiore ai 70 mila euro, un leggero rincaro rispetto ad oggi dovuto alle nuove tecnologie, che però potrebbe essere “mitigato” da possibili futuri incentivi delle case o dei singoli stati nei confronti delle vetture a batteria.