SSC Tuatara 2020. Un nome non molto conosciuto nel mondo dell’automobilismo ma che si sta facendo conoscere sempre più. Prima di iniziare facciamo però un passo indietro per capire di chi si sta parlando. La società nota come Shelby Super Cars (che non ha nulla a che vedere con Carroll Shelby) è sparita dal mercato da diversi anni, l’ultimo prodotto fu la Aero TT. Proprio quest’ultimo modello fu detentore del record di velocità per vetture di serie. Record abbastanza discusso perché definire di serie questo modello era ed è una definizione azzardata. Tuttavia il primato decadde presto, battuto più volte da Koenigsegg e Bugatti.

Successivamente nei primi mesi del 2011 venne presentata una vettura che per l’epoca sarebbe stata un capolavoro nel settore hypercar. Trattasi proprio della Tuatara. Sebbene riscosse un discreto successo, per problemi interni all’azienda non se ne fece nulla. Quasi 10 anni dopo al Philadelphia Auto Show la Tuatara si rivede; è il primo di 100 modelli previsti per la nuova serie.

Motivo di clamore è la scheda tecnica che vede le seguenti caratteristiche. Il motore della SSC Tuatara 2020 è un V8 da 5.9 litri con doppio turbocompressore. Il propulsore produce 1.750 CV a patto che si impieghi benzina E85 e altrimenti bisognerà accontentarsi di 1.350 CV con la 91 ottani.

Il cambio è un automatico a sette velocità in grado di cambiare marcia in meno di 100 millisecondi. Con un peso a secco di 1.247 kg e un coefficiente di resistenza di 0,27 siamo sicuri potrà garantire prestazioni da record. Si parla infatti di una velocità massima prossima ai 500 km/h!

La Tuatara utilizza fibra di carbonio per i pannelli della carrozzeria e per la monoscocca. Jason Castriota, che ha sviluppato progetti anche per la Ferrari, ha collaborato con SSC alla progettazione e all’aerodinamica per renderla più efficiente e sicura possibile alle alte volocità. Uno degli elementi più particolari sono le portiere, azionate tramite un pulsante e sollevate a 90° con un circuito idraulico.

Sebbene sia un’auto estrema non rinuncia a certi comfort come impianto audio di qualità, climatizzatore e un sistema di infotainment completo gestibile da un display centrale touchscreen. Materiali di primissima qualità rivestono l’abitacolo tra cui fibra di carbonio e Alcantara.

Quanto riguarda l’abitabilità è garantita una certa comodità anche a chi è alto più di 1,90 m anche nel caso in cui dovesse indossare un casco. Può sembrare scontato ma in realtà vetture di questo segmento spesso richiedono al pilota di sedersi in spazi angusti e scomodi che potrebbero gravare sull’esperienza di guida.

La SSC non ha rilasciato alcuna indicazione riguardante il prezzo ma è probabile una cifra di 1,5 milioni come prezzo d’attacco. Non spiccioli, nemmeno per i mercati asiatici e arabi i quali se dovessero scegliere una vettura artigianale di nicchia molto probabilmente opterebbero per marchi più blasonati come Pagani e Koenigsegg.