Le prove di crash test sono diventate ultimamente parecchio dure per i nuovi veicoli che arrivano in commercio. Volvo, brand svedese da sempre molto attento alla sicurezza, ha deciso di elevare i propri standard effettuando delle prove d’impatto ancora più selettive.

Volvo Cars drops new cars from 30 metres to help rescue services save lives

Volvo ha effettuato i propri esperimenti andando a simulare impatti anche su auto già incidentate, in modo tale da comprendere al meglio quali possano essere le soluzioni migliori al fine di poter progettare un’auto sicura, ma che sia anche semplice da smontare per chi deve effettuare i soccorsi.

I test di Volvo sono stati effettuati facendo cadere le proprie auto da un’altezza di 30 metri. Le simulazioni sono state ripetute più di una volta anche sulla stessa vettura. Ecco di seguito il video delle prove:

La caduta da 30 metri simula un impatto che avviene ad una velocità ben più elevata rispetto ai normali crash test. La velocità di un corpo che cade liberamente sulla terra, partendo da fermo, è calcolabile tramite la formula: V=(2gh)1/2

V indica la velocità, g è l’accelerazione do gravità pari a 9,81 m/s2 , mentre h è l’altezza espressa in metri. Si otterrà così una velocità in metri al secondo, che trasformata in km/h, partendo da 30 metri, dà oltre 87 km/h.

Non solo capacità di attutire l’impatto, ma anche metodi costruttivi che accelerino i tempi di estrazione dalle lamiere di un possibile malcapitato. In situazioni del genere, è probabile che le persone all’interno dell’auto versino in condizioni critiche. Pertanto, la priorità è quella di estrarre le persone e portarle in ospedale nel minor tempo possibile. Nelle operazioni di estrazione si utilizzano di solito le ganasce salva vita. Gli specialisti dell’estricazione parlano spesso di ‘ora cruciale’, riferendosi al fatto che è fondamentale riuscire a estrarre e portare in ospedale un traumatizzato entro un’ora dall’incidente.

Lavoriamo a stretto contatto con i servizi di soccorso svedesi da molti anni“, spiega Håkan Gustafson, un investigatore senior del Team di Ricerca sugli Incidenti Stradali di Volvo. “Abbiamo infatti lo stesso obiettivo: rendere le strade più sicure per tutti. Speriamo che nessuno si trovi mai coinvolto in uno degli incidenti più gravi, ma non tutti gli incidenti possono essere evitati. Quindi è fondamentale che esistano e si sviluppino metodi che consentono di salvare vite umane quando si verificano gli incidenti più gravi“.

Tutti i rilievi degli incidenti e del conseguente lavoro di estricazione vengono raccolti in un rapporto di ricerca, che è poi reso disponibile gratuitamente ai soccorritori in altre parti del mondo, consentendo loro di beneficiare dei risultati e di sviluppare ulteriormente le loro capacità di salvataggio.

Di solito, i veicoli utilizzati per l’addestramento dei soccorritori provengono dai cantieri di demolizione auto e spesso di tratta di vetture vecchie, addirittura di vent’anni in alcuni casi. In termini di resistenza della lamiera d’acciaio, costruzione delle gabbie di sicurezza e durata complessiva, c’è una grande differenza tra le auto moderne e quelle prodotte quindici-venti anni fa. Inoltre, le nuove Volvo sono costruite con una qualità di acciaio fra le più resistenti tra quelle utilizzate per le vetture moderne.

Per questo motivo è fondamentale per i soccorritori aggiornarsi continuamente, familiarizzare con i modelli di auto più recenti e rivedere le loro procedure d’intervento, così da sviluppare nuove tecniche di estricazione. In altre parole, queste sessioni di formazione possono fare la differenza tra la vita e la morte. Così, su richiesta dei servizi di soccorso, Volvo ha deciso di “alzare l’asticella” dei suoi test in questo ambito.

Solitamente facciamo i test d’impatto con le auto solo in laboratorio. Questa è stata la prima volta che le abbiamo fatte cadere da una gru“, racconta sempre Håkan Gustafson. “Sapevamo che avremmo rilevato deformazioni estreme dopo il test e abbiamo deciso di eseguirlo per mettere la squadra di soccorso di fronte a una vera e propria sfida“.

In totale sono state fatte cadere ripetutamente dalla gru dieci Volvo, di modelli diversi. Prima della caduta, gli specialisti in sicurezza di Volvo Cars hanno calcolato precisamente a quanta pressione e quanta forza dovesse essere sottoposta ogni vettura per raggiungere il livello di danno desiderato.