In questi ultimi anni la trazione elettrica sta prendendo sempre più piede soprattutto all’estero, tanto che il mercato dell’elettrico in paesi come Stati Uniti e nord Europa è in piena espansione nonostante la crisi economica.

Qual è quindi la tecnologia migliore? Perché l’elettrico sta prendendo piede solo negli ultimi anni?

Per rispondere a queste ultime domande è necessario fare una distinzione fondamentale.
Un conto è confrontare solo i motori e un altro è confrontare l’intero sistema di propulsione, considerando batterie e carburante. Se si comparano esclusivamente i motori allora non c’è storia, l’elettrico è superiore in tutti gli aspetti rispetto al termico.

Per quanto riguarda le prestazioni in genere un motore elettrico ha più potenza, una coppia decisamente maggiore e disponibile istantaneamente a differenza di un motore termico che ai bassi regimi ha vuoti di coppia e potenza. Consideriamo ad esempio una Tesla Model 3 in versione “long range AWD” che ha un prezzo di listino a partire di circa 57.000 euro con una nuova Audi A6 in versione 40 TDI 2.0 Business Plus S tronic a gasolio dal prezzo praticamente identico.

La prima ha una potenza di 350 CV ed una coppia di 550 Nm mentre la seconda vede 204 CV e 400 Nm di coppia.  Questi dati consentono alla Tesla di accelerare da 0 a 100 km/h in appena 4,6 secondi contro gli 8,3 secondi impiegati dall’Audi.
(NB: questo è solo un confronto indicativo per far vedere come in genere a parità di prezzo un’auto elettrica abbia più potenza e coppia, ma non è detto che sia sempre così)

Se si guarda invece all’efficienza non c’è proprio storia. Il motore termico per sua natura funziona bruciando carburante e ciò causa una notevole perdita di energia sotto forma di calore. Si raggiunge così al massimo un’ efficienza del 30/40% contro un rendimento dell’80/90% per il motore elettrico. Questa differenza si riflette pesantemente sulle emissioni e sui costi. Per quanto riguarda le emissioni, studi recenti come quello svolto dall’università di Bruxelles

https://www.transportenvironment.org/sites/te/files/publications/TE%20-%20draft%20report%20v04.pdf

confermano che nonostante l’elevato impatto ambientale dovuto alla produzione di batterie e considerando il mix energetico europeo (carbone + petrolio + solare + eolico etc), un’auto elettrica garantisce circa il 50% delle emissioni in meno durante il suo ciclo di vita. Si stima poi che questo dato continuerà a migliorare nel corso degli anni man mano che la produzione elettrica europea andrà verso fonti sempre più “green”.

Sui costi di esercizio e manutenzione ha nuovamente la meglio l’elettrico.
La Tesla dell’esempio precedente consuma 15 kWh ogni 100 km e considerando che la corrente domestica in media costa sui 25 centesimi al kWh si può stimare un costo di 3,75 € ogni 100 km. L’Audi A6 a gasolio invece consuma in media 18 km/l. Le servono quindi 5,55 litri per percorrere 100 km e considerando che in Italia il gasolio costa in media
1,3 €/l si può stimare che il costo sia di 7,22 € ogni 100 km, quasi il doppio della Tesla. Un motore elettrico poi richiede molta meno manutenzione: non serve aggiungere olio, non ci sono filtri che si intasano o catene di distribuzione da rifare.

Se tutto sembra a favore dell’elettrico per quale motivo allora le auto non sono ancora diffuse?

Il grande problema che limita il proliferare delle auto elettriche sono le batterie.
Nonostante anni e anni di ricerca, le batterie presentano ancora limitazioni non trascurabili come ad esempio:

  • La densità energetica: 1 Kg di benzina contiene 46,9 MJ di energia, mentre 1 Kg di batteria agli ioni di litio contiene appena 0,7 MJ, cioè 67 volte meno energia a parità di peso.
  • Il peso: Vista la scarsa densità energetica servono batterie enormi che appesantiscono in modo significativo il veicolo
  • L’autonomia: Spesso, anche installando batterie di grandi dimensioni, l’autonomia non supera i 400 km contro gli 800 e più km offerti da una vettura con motore termico.
  • Il tempo di ricarica: Se per fare un pieno di benzina bastano pochi minuti, per ricaricare una batteria in un Supercharger serve almeno un’ora, mentre a casa non basta una notte.
  • Il degrado: Le batterie tendono a “degradare”, cioè la loro capacità tende a diminuire con il tempo e all’aumentare del numero di cicli di carica-scarica.
  • Il costo: Si va dalle poche migliaia di euro fino a qualche decina di miglia di euro per le batterie più grandi. Questo fattore aumenta di molto il prezzo di acquisto e nel caso si dovessero sostituire, allora sarebbero dolori.

Negli ultimi anni però gli investimenti nell’elettrico sono stati moltissimi e ciò ha consentito di migliorare i punti deboli.
Ora la densità energetica è migliorata, così come i costi, l’autonomia e la vita della batteria stessa. Lo sviluppo delle colonnine sta risolvendo sempre di più il problema del tempo di ricarica e quindi l’elettrico sta diventando sempre più appetibile. È difficile dire quando accadrà il cambiamento, ma la direzione che sta prendendo il settore dell’auto è quello dell’elettrificazione.