Nelle ultime settimane si sta parlando sempre più di un ridimensionamento del piano industriale di FCA per l’Italia. I minori investimenti sarebbero dovuti all’arrivo dell’ecotassa sui motori ad emissioni di CO2 superiori ai 160 g/km. Questa situazione in realtà non dovrebbe penalizzare , ma piuttosto i marchi premium come Alfa Romeo e Maserati.

Fiat ad oggi ha pochissimi modelli che eccedono la soglia dei 160 g/km. In ogni caso le ultime parole di Mike Manley sembrano essere leggermente rassicuranti. L’AD di FCA EMEA ha rassicurato che i 9 miliardi circa di investimenti in Europa sono confermati. A questo punto bisogna vedere se rimarrà di 5 miliardi la cifra destinata all’Italia per nuovi modelli, motori e sviluppo. Sarebbe un grosso problema se si tornasse a parlare di decentramento produttivo massiccio in Polonia, Serbia e Turchia.

Le grosse novità attese per il 2019, purtroppo saranno disponibili per il pubblico solo nel 2020, quindi attendiamoci un altro anno di parziale attesa. Fiat ed il gruppo FCA sembrano avere comunque grossi progetti in ballo. A Ginevra sono attese ben tre versioni Jeep ibride. Si tratta della Renegade e della Compass ibride plug-in dotate di motore a benzina Firefly probabilmente da 150 CV unito a propulsore elettrico da almeno 60-70 CV.

Le versioni ibride ricaricabili promettono un’autonomia in modalità elettrica di circa 50 km. Le due versioni saranno in vendita tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. Poco dopo sarà proposta anche la con lo stesso propulsore, realizzata a Melfi. Sempre al salone svizzero arriverà la Jeep Wrangler mild-hybrid di importazione dall’America. L’auto avrà un 2.0 litri a benzina abbinato ad un sistema ibrido leggero a 48V. Migliorerà l’efficienza con ausilio dell’elettrico quando si richiede più potenza.

Parallelamente all’ibrido sembra che FCA e soprattutto Fiat vogliano rituffarsi in maniera pesante nel mercato dell’. Negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante dal Gruppo Volkswagen, e FCA vuole recuperare il terreno perso. La corsa al metano potrebbe essere la migliore soluzione per uscire dalla crisi di vendite che sta colpendo il mercato dell’auto negli ultimi mesi.

Dopo aver lanciato i nuovo motori a benzina Firefly nelle versioni da 120, 150 e 180 CV, Fiat ed FCA stanno sviluppando nuove tecnologie a gas. La base sarà rappresentata dai propulsori GSEGlobal Small Engine. Si dovrebbe partire dal piccolo 1.0 litri aspirato denominato N3 ed attualmente prodotto per il solo mercato sudamericano. La versione da 72 CV benzina/metano potrebbe andare a costituire il nuovo propulsore d’attacco per la nuova Fiat Panda. Con qualche cavallo in più del 1.2 Fire, l’auto sarebbe più scattante ed appetibile.

Don è ancora chiaro il futuro del piccolo propulsore TwinAir. Altra novità, che sarebbe sicuramente apprezzata, è quella del Firefly a doppia alimentazione. Il motore 1.0 T3 turbo da 120 CV, commutando l’iniezione da diretta ad indiretta potrebbe ben digerire le alte pressioni di iniezione del gas con una potenza che rimarrebbe quasi inalterata, attorno ai 110-115 CV.

Le vetture medie di Casa Fiat con questa motorizzazione andrebbero a beneficiare di consumi davvero ridotti, senza rinunciare ad un certo brio che oggi manca al TwinAir da 85 CV dual fuel. Interessate da questo motore potrebbero essere la , la nuova Fiat 500 (anche in versione Giardiniera a 5 porte) e la 500L.

Il potenziale arrivo di questi motori rimane sempre previsto tra la fine del 2019 e più probabilmente per il 2020. rimane sempre confermato l’arrivo per il 2020 della nuova elettrica che sarà prodotta a Mirafiori. Non conosciamo per ora le caratteristiche, ma sembra che la versione definitiva possa montare un motore da circa 120-130 CV con un’autonomia di almeno 350 km. Rimane da capire il prezzo, difficilmente questo potrà essere al di sotto dei 21-22 mila euro. Certo che se dovessero esserci dei nuovi incentivi per le auto a batteria allora questa versione potrebbe spiccare il volo.