Stando alle ultime indiscrezioni come precisate dal sito “Il Sole 24 Ore” entro la serata odierna si potrebbe sapere qualcosa in più riguardo alla possibile futura alleanza tra Renault ed FCA. Riportiamo quanto scritto oggi sul sito del famoso quotidiano economico italiano:

Insomma, se le grandi linee del progetto avrebbero già passato l’esame dei consiglieri, i valori dello schema sarebbero invece stati messi in discussione. Il gruppo transalpino vorrebbe di più in termini di valorizzazione, quanto basta per garantire a tutti gli azionisti, non solo quelli di Fca, un dividendo capace di colmare le valutazione finanziarie e non “reali”. Azionisti che, nel caso di Renault, sono prima di tutto lo Stato, con il 15%, e il partner giapponese Nissan, al 15% ma senza diritti di voto. Un concetto, peraltro, ieri ribadito per iscritto dal fondo attivista Ciam che in una missiva al cda ha sottolineato che la valorizzazione di Renault nell’ambito della prospettata fusione e pari a 15 miliardi esprime implicitamente un valore degli asset industriali della casa francese negativo per 3 miliardi di euro.

Si potrebbe andare dunque verso l’apertura di un nuovo tavolo negoziale per valutare quali margini di manovra ci sono per trovare il grande accordo e poter così procedere all’apertura dei negoziati esclusivi con Fca. Obiettivo? Formare il terzo colosso mondiale nel settore dell’auto nel quadro della fusione «tra eguali», 50-50, proposta dal gruppo italo-americano e in prospettiva la costruzione del primo gruppo al mondo con oltre 15 milioni di veicoli nel caso in cui la fusione fosse estesa a Nissan“.

Le immagini mostrate sono prese dal video youtube di Gondocars che alleghiamo per correttezza:

Nissan dunque sta aspettando chiarimenti se accettare o no la proposta. FCA che ha già messo sul piatto le proprie pretese ed il proprio piano sta attendendo la decisione del consiglio di amministrazione di Renault. In ballo potrebbe esserci l’arrivo della nuova entro il 2022. Viste la restrizioni che le normative anti inquinamento avranno a partire da prossimo anno, un partner per per la nascita della nuova segmento B italiana è essenziale.

Dal prossimo anno la media delle emissioni della gamma automobilistica di ogni marchio dovrà scendere a 95 g/km di CO2. Chi non si adeguerà sarà costretto a pagare sanzioni. Poco importa per chi costruisce vetture premium e di lusso. Ma cosa faranno i costruttori il cui target sono acquirenti che vogliono vetture economiche? L’alleanza tra Renault ed FCA potrebbe dare una soluzione al problema nel momento in cui Fiat e Renault inizieranno a cooperare per la costruzione di auto piccole ed economiche, poco inquinanti e dai contenuti di pregio.

La nuova Fiat Punto potrebbe così rinascere grazie alla piattaforma della Renault Clio. I motori sarebbero di di ultima generazione con tecnologia micro ibrida e forse anche ibrida. Senza la nascita dell’alleanza difficilmente potremo assistere alla rinascita della Fiat Punto. I costi di sviluppo e produzione sarebbero troppo elevati per proporre una vettura adeguata. Se l’alleanza andrà in porto quasi sicuramente la Punto arriverà. E’ troppo cruciale il segmento B per una Casa come Fiat per poterlo lasciare vuoto per anni.

Stando alle ultime informazioni, grazie a Renault, la nuova Fiat Punto potrebbe essere proposta anche in versione elettrica. La tecnologia arriverebbe direttamente dalla Renault Zoe. Ovviamente con i dovuti miglioramenti. Si potrebbe arrivare ad una vettura di circa 410 cm con autonomia di almeno 400 km ed un prezzo inferiore alla Peugeot 208 elettrica. La sfida di Renault e Fiat sarà quella di proporre l’auto a circa 25.000 €. In ogni caso l’arrivo della nuova Fiat Punto non sarà prima del 2022. Prima ci dovremo accontentare della nuova Fiat Panda e della Fiat 500 2020.